NON SO DAVVERO MAMMA COME DIRTI QUANTO TI HO VOLUTO BENE 


Editoriale del 26 luglio 2026

Non so davvero mamma come dirti quanto ti ho voluto bene.

E non so davvero come dirti quanto mi sia dispiaciuto averti spesso delusa.

Non si usa da noi avere confidenza fra genitori e figli.

Non so davvero mamma come dirti quanto ti ho voluto bene.

E non so davvero come dirti quanto mi sia dispiaciuto averti spesso delusa.

Non si usa da noi avere confidenza fra genitori e figli.

Nessuna confidenza, con nessuno.

Ci hai allevato nel principesco riserbo del non dire.

E quindi quando sono davanti a te non vado mai oltre il come stai e come sto.

Tutto bene, tutto bene.

Qualche acciacco qua e là.

Tutto bene.

Quando mi imboccavi con un cucchiaino il sughetto del parasangue stando attenta a che dalle mie labbra non si perdesse neppure una goccia, anche se ero ormai immobile e pieno di tubi, mi chiedevi:

“Com’ent’istaz fizu meu?”

“Totu ene, totu ene”, ti rispondevo mentre guardavo la flebo perché mi sembrava che la morfina non scendesse nella vene.

“Passa anche questa”, mi dicevi: “Passa anche questa”.

Avrei voluto dirti grazie.

Ma non si usa dalle nostre parti, non si usa,

E quando ero all’inferno e tu disperata mi guardavi.

“Come stai figlio mio?”

“Tutto bene, tutto bene”

“Passa anche questa, me lo ha detto santa Rita e San Sebastiano e sant’Antonio, Passa anche questa”, mi dicevi, stringendo con le mani il rosario come se fosse la mia mano.

Non usa dalle nostre parti la confidenza.

Tenersi per mano.

Darsi un bacio.

Non usa.

Oh… vorrei dirti, mamma, quanto ti ho voluto bene.

E quanto mi dispiace nel vederti ora vecchia, e stanca, e spesso distratta dal carico esagerato delle tue fatiche.

“Devo fare il pane uno di questi giorni”; mi dici.

“Sì, devi fare il pane”.

“Per quando viene tua figlia, e tuo nipotino, e per quando nasce l’altro”.

“Sì, devi fare il pane”:

“Fai macinare il grano”.

“Faccio macinare il grano”

“Le mie mani sono ancora forti”

“Sì, mamma, sono ancora forti”.

Te le vorrei stringere forte fra le mie, mamma.

Ma non usa dalle nostre parti, non si usa.

“Dobbiamo andare a trovare tuo babbo in cimitero”, mi dici.

“Si mamma, andiamo”,

“Dobbiamo portargli i fiori che gli piacevano in vita: un ramo di castagno, e un ramo di leccio, e magari un rametto di rosmarino, e tre felci selvatiche”.

“Si mamma, le raccolgo”

“Devi andare quando è ancora buio, però, in modo che arrivino freschi”.

“Si mamma, andrò prima che sia alba”

“Dammi due ciliegie figlio mio, perché ho la gola secca”.

Ecco due ciliegie mamma, due ciliegie”.

Vorrei abbracciarti forte mamma.

Ma non usa dalle nostre parti.

No.

Non si usa.

Antonangelo Liori (Pastore di Aristan)

“Non so davvero mamma come dirti quanto ti ho voluto bene. E non so davvero come dirti quanto mi sia dispiaciuto averti spesso delusa. Non si usa da noi avere confidenza fra genitori e figli.” Da NON SO DAVVERO MAMMA COME DIRTI QUANTO TI HO VOLUTO BENE – Editoriale di Antonangelo Liori (Pastore di Aristan)

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