PASSIAMO ALL’AZIONE!


Editoriale del 23 settembre 2024

In questo periodo sono travolto da un senso di frustrazione e impotenza che mi sta logorando. I mezzi di comunicazione sono diventati bollettini di morte. Tra le tante mattanze in atto basta citare le decine di migliaia di bambini uccisi in guerre assurde senza che la caricaturale politica mondiale intervenga se non con un fiume di chiacchiere e col distintivo.

Intanto, da queste parti, a causa di una violenta speculazione energetica, si sta consumando una tragedia ecologica, estetica e storica. E dicendo ‘da queste parti’ intendo in Sardegna, che è anche – per chi se ne fosse dimenticato – Italia, Europa e Mondo. Qui però qualcosa si può ancore fare. Mercoledì scorso con un editoriale esemplare Marianna Vitale ci ha segnalato, tra l’altro, le analoghe devastazioni “ecologiche” compiute nelle terre dei Lapponi e degli Zapotechi, popoli politicamente deboli, vulnerabili, così come da decenni è politicamente irrilevante la Sardegna. Ebbene se per fermare le guerre noi, semplici cittadini, possiamo fare poco, contro questa devastazione possiamo ancora fare qualcosa: portare vigorosamente all’attenzione del resto dell’Italia, dell’Europa e del Mondo questo incombente disastro.

In Sardegna non c’è bisogno dei media per sapere cosa sta capitando. Bastano gli occhi.

E infatti una reazione è in atto: l’isola brulica di comitati, dibattiti, riunioni, petizioni, espressioni di violenta indignazione sui social, diffusione di dati allarmanti… tutto utilissimo, ma quasi tutto, purtroppo, destinato a rimanere nei confini della regione. Dobbiamo renderci conto che in questa fase è urgente far sentire con forza la nostra voce di denuncia in tutt’Italia e nel mondo; diversamente abbiamo poche speranze di bloccare la devastazione.

Dobbiamo costringere i media a mettere questo scempio fra le notizie principali, prima del caso Boccia-Sangiuliano, dei pandori, e dei quotidiani battibecchi che sono la quintessenza della nostra sedicente politica.

Un modo c’è, l’Università di Aristan lo dice da mesi e ora lo ripeto: dobbiamo fare un gesto eclatante, un gesto che racconti bene la nostra esasperazione. Dobbiamo evocare Zorro, il cavaliere mascherato paladino della giustizia. Se due, tre mila persone (non 500 come inizialmente abbiamo annunciato in uno spot), tutte vestite da Zorro, si schiereranno a difesa di un nuraghe-simbolo creeranno un evento che non potrà essere ignorato dai media, un’immagine inedita, che ripresa con droni e telecamere, si diffonderà subito in tutto il mondo. E state sicuri che un gesto così potente non verrà interpretato come una mascherata carnevalesca ma come il segno della ribellione di un popolo. Se migliaia di individui di ogni età, di ogni estrazione sociale, di ogni provenienza e di ogni sesso hanno la determinazione di vestirsi da Zorro e riunirsi in un punto dell’isola per attirare l’attenzione sul dramma che stanno vivendo, vuol dire che sono molto preoccupati. E arrabbiati. E la politica, impegnata solo a creare consenso per conservare le poltrone, non potrà ignorare quella preoccupazione e quella rabbia. Capirà che quel mare di Zorro è solo un avvertimento e che non conviene tirare troppo la corda.

Detto ciò invito tutti a partecipare a questa impresa. Scrivete a zorro.sardiniamundo@gmail.com e lasciate il vostro nome e il numero di telefono. Quando saremo in tanti passeremo all’azione.

Filippo Martinez (Preoccupato e arrabbiato)

“Se migliaia di individui di ogni età, di ogni estrazione sociale, di ogni provenienza e di ogni sesso hanno la determinazione di vestirsi da Zorro e riunirsi in un punto dell’isola per attirare l’attenzione sul dramma che stanno vivendo, vuol dire che sono molto preoccupati. E arrabbiati. E la politica, impegnata solo a creare consenso per conservare le poltrone, non potrà ignorare quella preoccupazione e quella rabbia. Capirà che quel mare di Zorro è solo un avvertimento e che non conviene tirare troppo la corda.” Da PASSIAMO ALL’AZIONE! – Editoriale di Filippo Martinez (Preoccupato e arrabbiato)

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