RASSEGNAZIONE


Editoriale del 24 aprile 2013

Camminare controvento è uno dei miei divertimenti preferiti. Secondo l’ortopedico è per questo che ho la schiena curva. Dovrei cambiare medico, ma della sua cialtroneria me ne sono fatto una ragione. Non che la mia sia trascurabile. Colpisce però la rassegnazione delle persone all’inettitudine, all’ignoranza e alla miseria. Basta salire su un treno e chiedere a uno dei passeggeri se scommetterebbe sul suo arrivo in orario. Ieri, su quello che prendo più spesso, i servizi igienici erano inutilizzabili. Il capotreno ha però avvisato che in alternativa si poteva usufruire di quelli alle fermate, il treno avrebbe aspettato. Nessuno si è lamentato anche se la durata del viaggio rischiava di essere infinita. “Confido nel buon senso delle persone”, ha detto il signore seduto di fronte a me. Poi l’ho visto progressivamente impallidire. Alla prima fermata ha abbandonato i bagagli sul treno ed è schizzato fuori a tappo, seguito dal controllore. Il treno lo aspetta rassegnato.

Marco Schintu
(Meteorologo ad Aristan)

COGLI L’ATTIMO

 

da Quel treno per Yuma (1957) diretto da Delmer Daves con Glenn Ford

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