State passando in una strada, e vedete un’insegna: Il negozio più fornito del mondo. Mentre pensate di sognare, subito dopo a fianco vedete un’altra scritta: Il negozio più fornito di questa strada. E non più nel sogno, vi chiedete quale negozio dei due, infine, sia più fornito, quale verità sia vera.
Un giorno, un profeta sconosciuto pensava di cominciare infine a parlare. Ed ecco, in un deserto di fame fu tentato da un sogno ricorrente, quello di trasformare le molte pietre in molto pane. Allora, nella sua fame, capì l’antica Scrittura che diceva: «Non di solo pane vive l’uomo, ma di ogni parola … ». Un altro sogno ricorrente fu però rilanciato da quella stessa Scrittura, e, giunto al sommo della sua divina certezza, il profeta pensò: «Buttati, perché tanto sta scritto: Ai suoi angeli darà ordini per te ed essi ti porteranno sulle loro mani … ». E fu allora, sospeso al confine tra cielo e terra, che si ricordò che nella Scrittura «C’è scritto anche altra cosa…».
«Cosa è la verità?», ti chiese, Signore,
un giudice diventato famoso
per il potere di condannarti innocente.
Ma tu, senza potere, gli avevi appena detto
che la domanda giusta era dove, dov’è la verità,
perché «Chi è dalla verità, ascolta la mia voce» (Gv 18,37-38).
«Ora siedo sul letto del bosco che ormai ha il tuo nome»,
cantava un poeta a trasfigurare luoghi di sequestro,
giorni lunghi e senza parole,
domani incerti di nuvole e sole,
lettere vere di notte false di giorno.
Perché la verità non è se non ha nomi.
Nomi al confine. Tra falso e vero, tra odio e amore.
Ma nomi a salvarci, nonostante tutto.
Antonio Pinna (Salmista ad Aristan)
Ora siedo sul letto del bosco che ormai ha il tuo nome (da Salmo 160 Ma dove, dov’è – editoriale di Antonio Pinna)



