SALMO n 17. COMPLETEZZA


Editoriale del 23 gennaio 2016

Strana risposta quella di Gesù ai discepoli che gli dicono di non tornare in Giudea, da dove egli è fuggito e dove Lazzaro è morto: «Non sono forse dodici le ore del giorno? Se uno cammina di giorno, non inciampa, perché vede la luce di questo mondo; ma se cammina di notte, inciampa, perché la luce non è in lui». Finita la risposta.
In fuga, Gesù aveva attraversato il Giordano per salvarsi da una lapidazione. Due giorni dopo lo riattraversa per non più fuggire. Il Giordano divide lo spazio in due metà, a ovest la morte, a est la vita. Il tramonto divide il tempo in due metà: di giorno la luce e la vita, di notte l’inciampo e la morte. Vivere metà? O vivere dodici, vivere tutto?

Come Gesù, passo fiumi a confine,
come le sorelle Marta e Maria, tolgo muri a dividere.
Come i discepoli al tuo seguito, vivo tramonti a unire
luce e buio, spazi opposti, vita e morte.
Vedo nella tua incarnazione:
qui e ora, non ho altro infinito, Signore.
False perfezioni separano bene e male,
ma dopo di te, nemmeno Dio vive a metà.
Figlio di Dio e Figlio d’uomo, muori,
ma vivi tutto lo spazio, tutto il tempo.
Morire così è già risorgere.
Al Dio di Gesù, per essere infinito e completo,
mancava più della nostra morte,
mancava la morte data dalle sentenze dei perfetti.
«Tutto è compiuto».

Antonio Pinna
(salmista di Aristan)

COGLI L’ATTIMO

 

da L’ultima tentazione di Cristo (1988) diretto da Martin Scorsese con Willem Dafoe

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