Salmo 485 ENCORE = ENCORP


Editoriale del 18 gennaio 2025

“Encore”: quando Lacan decise di tenere un seminario sull’amore lo titolò “Ancora”, parola che dell’amore esprime «il duro desiderio di durare». Nell’incontro di Gesù con la Samaritana, incontro di desideri d’acqua, d’amore e di Dio, “ancora” è parola ambigua: o di una durata cercata nell’identico di un passato insuperabile («Sei forse tu più grande del nostro padre Giacobbe che ci diede questo pozzo?»), o di una durata cercata nel nuovo di un futuro sempre rincorso e perso («hai avuto cinque mariti …»).

La donna di Samaria sfida e sfotte l’uomo di Giudea sull’impossibile promessa di darle un’acqua che interrompa la fatica di un “ancora” ripetitivo a pozzi d’acqua e amore sotto il sole: «Signore – gli dice la donna –, dammi quest’acqua, perché io non abbia più sete e non continui a venire qui ad attingere». Gesù ha cominciato dicendo “Ho sete”, e non sussume, riconosce che quest’acqua non ce l’ha. Ma a sua volta sfida la donna su ciò che nemmeno lei ha: «Va’, chiama tuo marito e torna qui». Miracolo, lei pure adesso riconosce: «Non ho marito». Nel dialogo di sfide anch’esse ripetute, per la prima volta una verità condivisa appare quando ciascuno riconosce di non avere ciò che l’altro chiede: «Hai detto bene: Io non ho marito. Infatti, hai avuto cinque mariti e quello che hai ora non è tuo marito; in questo hai detto il vero».

Senza i vostri due nulla donati ai pozzi della sete,

fratello in Giudea e sorella in Samaria,

staremo sempre a rincorrere “ancora” di averi passati o di futuri inesistenti.

La fedeltà che cercavi e cerchi, sorella in Samaria,

non ha immagine di identico da specchio,

ma il volto di un altro a te di fronte,

costola donata, persa e trasformata,

l’atteso e cercato aiuto infine ad essere:

“ancora” di identico non più ripetitivo,

sorgente di diverso a rinnovare,

creature nuove dal nulla creatrici.

«Gli dice la donna: Quando verrà il messia, ci annuncerà ogni cosa.

Le dice Gesù: Sono io che parlo con te».

L’eterno in corpo di presente,

il tuo volto, “encore, encorp”.

Antonio Pinna (Salmista ad Aristan)

“Encore”: quando Lacan decise di tenere un seminario sull’amore lo titolò “Ancora”, parola che dell’amore esprime «il duro desiderio di durare». – Da Salmo 485 ENCORE = ENCORP – Editoriale di Antonio Pinna (Salmista ad Aristan)

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