Salmo 531 STA SCRITTO ANCHE


Editoriale del 6 dicembre 2025

Asgin Tunca, muezzin della Moschea Blu di Istanbul, così riferisce quanto successo durante la visita di Leone XIV: «Gli ho detto che questa è la casa di Allah, che, se voleva, poteva pregare, e lui ha detto “no, preferisco continuare il giro”, e ha proseguito infatti nella visita».

Non solo il gesto del papa, ma lo stesso invito del muezzin ricorda quanto successo con il califfo Omar quando conquistò Gerusalemme nel 637-638: anche egli, pur invitato a pregare nella Chiesa del Santo Sepolcro, rifiutò, pregando invece fuori della chiesa, per evitare che poi i musulmani la trasformassero in una moschea. Di fatto, in seguito, nel 1193, il figlio di Salahaddin fece costruire una moschea proprio nel posto in cui Omar pregò davanti alla chiesa, ed è questa la vera “Moschea di Omar”, non quella che viene così chiamata sulla cosiddetta “spianata del tempio”, detta invece in arabo “Qubbat al-Sakhra – Cupola della Roccia”.

Contrariamente a quanto detto da alcuni commenti, anche Benedetto XVI nella sua visita non fece una vera preghiera, ma sostò in silenzio a fianco al Gran Muftì Mustafa Çagrici davanti al mirhab che indica la direzione della Mecca. Così pure fece, a sua volta, Papa Francesco. L’unica differenza mi sembra che Leone XIV abbia ritenuto che per manifestare il suo rispetto per l’islam non c’era bisogno di aggiungere niente in più all’ammirazione che stava già manifestando, e appunto rispose “preferisco continuare il giro”: infine, una “preghiera di lode”, senza etichette di parte.

Pur tenendo conto che il Dio di Abramo i cristiani lo hanno in comune con i musulmani, un simile senso di ammirazione e di rispetto per la fede degli altri lo trovo nel libro del Deuteronomio, al cap. 4 dove si afferma: «Quando alzi gli occhi al cielo e vedi il sole, la luna, le stelle e tutto l’esercito del cielo, tu non lasciarti indurre a prostrarti davanti a quelle cose e a servirle; cose che il Signore, tuo Dio, ha dato in sorte a tutti i popoli che sono sotto tutti i cieli. Voi, invece, il Signore vi ha presi … per lui come popolo di sua proprietà, quale oggi siete» (Dt 4,19-20). Tutto sommato, mi sembra una frase non proprio classificabile come «ideologia tra le più settarie della letteratura biblica e in genere del mondo antico» (Vito Mancuso, La Stampa 13 luglio 2025), ideologia giustificata poi con la lettura del cap. 7 del medesimo libro.

Appunto, «Sta scritto anche», rispose Gesù a chi lo tentava citando le Scritture Sacre «Buttati perché sta scritto…». 

«Sta scritto anche»: allora dove sta la verità?

Forse in un testo scelto al posto di un altro?

O piuttosto in quel “soggetto” che li confronta,

e poi prende “la parola”?

C’è forse non qualcosa, ma qualcuno,

più “sacro” dell’una e dell’altra “scrittura”?

Antonio Pinna (Salmista ad Aristan)

«Quando alzi gli occhi al cielo e vedi il sole, la luna, le stelle e tutto l’esercito del cielo, tu non lasciarti indurre a prostrarti davanti a quelle cose e a servirle…» Da Salmo 531 STA SCRITTO ANCHE – Editoriale di Antonio Pinna (Salmista ad Aristan)

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