Salmo 550 QUANDO IL METODO È CONTENUTO


Editoriale del 18 aprile 2026

“Alzare la voce”: mi è capitato, pochi giorni fa. Non avevo detto nulla di offensivo, ma il tono sì, quello era salito. E in Italia lo sappiamo: quando qualcuno ti dice “non c’è bisogno di alzare la voce”, non sta parlando del volume, ma della relazione. Per questo, colpisce che, in questi giorni, “alzare (troppo) la voce” è stato per qualcuno (Trump) un diritto sacrosanto di accusa contro chi (Papa Leone XIV), d’altra parte, veniva lodato per aver smesso di “alzare (poco) la voce”, mentre, tutt’attorno, “alzare (sempre) la voce” è sembrato un dovere di difesa civile nei riguardi del papa, e “alzare (tardi) la voce” veniva additato come colpevole omissione. Quando poi i giornalisti hanno chiesto al papa di far sentire la sua voce, sembra sia stato apprezzato per riportare il discorso sui contenuti senza “alzare la voce”.

E sui contenuti, lo sappiamo, non si finirebbe di discutere. Non credo che tutti quelli che hanno difeso il papa lo abbiano fatto perché condividono le sue idee “evangeliche”: basta guardare alle diverse posizioni sulla politica internazionale. E, se siamo sinceri, molti cristiani — forse la maggioranza — vivono con naturalezza una logica di difesa preventiva: “per far valere il bene, a volte bisogna colpire per primi”. A pensarci, Gandhi è stato più coerente con la non‑violenza di tanti cristiani e di tanti papi nella storia.

Eppure, proprio per questo è significativo che molti abbiano sentito il dovere di difendere il papa pur non condividendo tutto. Non per dottrina, ma per un principio elementare di convivenza: il rispetto dovuto alla persona, soprattutto quando porta sulle spalle una responsabilità pubblica. Ciò che vale tra le persone non vale forse anche tra gli stati? Non si costruisce la pace tra i popoli se non si usano parole di pace tra i loro rappresentanti.

Qui si vede l’inganno più sottile: si può combattere “per la verità” in un modo che la contraddice. Quando il cosiddetto amore per la verità non tiene più conto dell’amore per le persone, nasce il fondamentalismo: dalla convinzione che basti avere ragione per poter smettere di essere giusti.

Ma nel cristianesimo, oggi, almeno per papa Leone XIV, non funziona così: la verità non si difende contro qualcuno, si testimonia davanti a qualcuno. E la testimonianza comincia dalla forma. Forse, per arrivare a essere un po’ cristiani, il più delle volte basterebbe essere sinceramente gentili. Quando il metodo è contenuto, anche i miracoli impossibili possono avverarsi.

Così l’antico sapiente ricordava
che la forma delle parole è già un atto morale:
«La risposta gentile calma la collera,

la parola pungente eccita l’ira». (Proverbi 15,1)

Antonio Pinna (Salmista ad Aristan)

“Alzare la voce”: mi è capitato, pochi giorni fa. Non avevo detto nulla di offensivo, ma il tono sì, quello era salito.” Da Salmo 550 QUANDO IL METODO È CONTENUTO – Editoriale di Antonio Pinna (Salmista ad Aristan)

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