Salmo 552 – IL PUNTEGGIO DI UN SORRISO


Editoriale del 2 maggio 2026

È ancora buio sul lago di Tiberiade. Pietro decide di andare a pescare.

Lo seguono Tommaso, Natanaele, i figli di Zebedeo e altri due discepoli senza nome 

(uno, quasi certamente, il discepolo amato).

La notte è passata. La rete è vuota. Il silenzio pesa.

All’alba, sulla riva, uno sconosciuto li chiama:

«Ehi, figlioli, niente da mangiare?». «Niente», rispondono.

E lui: «Gettate la rete dalla parte destra della barca e troverete». (Giovanni 21,5-6)

Una barca non ha un lato destro fisso. 

Il vento la gira. L’acqua la spinge. 

È un consiglio che sfiora la presa in giro. 

È un invito che sa di gioco.

E non si offendono. Forse il tono. Forse la fame. 

Di fatto, stanno allo scherzo.

Gettano la rete. E la rete si riempie. Si riempie oltre ogni misura.

Il discepolo amato allora dice: «È il Signore».

Pietro si tuffa. Nuota verso di lui. 

Il testo tace sul loro incontro. 

Dice solo che Pietro trascina a riva una rete piena di 153 grossi pesci.

Molti cercano il simbolo.

Molti cercano il numero.

Io vedo il sorriso di Gesù mentre Pietro conta.

Uno, due, tre… fino a centocinquantatré.

Contare la grazia fino a 153

gli renderà più lieve ricontare

i suoi tre rinnegamenti,

e al fuoco delle tre domande:

«Simone di Giovanni, mi ami?»

tre volte rispondere:

«Tu sai che ti amo».

La prima senza vantarsi di amare più degli altri.

La terza aggiungendo:

«Tu sai tutto».

153 a 3.

Ma non è questo il punteggio.

Il punteggio è il sorriso.

E il sorriso resta.

Antonio Pinna (Salmista ad Aristan)

“Ma non è questo il punteggio. Il punteggio è il sorriso. E il sorriso resta.” Da 552 – IL PUNTEGGIO DI UN SORRISO – L’UMORISMO CHE RIVELA Editoriale di Antonio Pinna (salmista ad Aristan)

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