28 agosto, sant’Agostino. «Retractationes – Ritrattazioni» è il titolo della sua ultima opera. Da ex insegnante di retorica a Roma e Milano, Agostino conosceva bene il detto latino “Sapientis est mutare consilium”, cambiamento di giudizio che secondo l’imperatore filosofo Marco Aurelio caratterizza l’uomo libero capace di ascoltare chi lo corregge, e che secondo Seneca costituisce un esercizio encomiabile. Pur nei cambiamenti, Agostino resta però preoccupato di difendere la coerenza di un pensiero espresso sovente in occasione di polemiche occasionali contro dottrine diverse.
Resta, quindi, da saper distinguere tra “sapienti” e “voltagabbana”, per cui, in contesto sia italiano sia internazionale, su quella frase si può oggi fare un buon esercizio di traduzione e andare oltre il semplice e classico «È proprio del saggio cambiare idea». Ci proviamo in modo schematico:
– «Solo il saggio cambia idea per coerenza, non per convenienza»: reinterpretazione polemica, che ben si adatta al contesto citato di sant’Agostino, mette in luce il contrasto tra chi cambia idea per evoluzione interiore e chi lo fa per tornaconto personale;
– «Solo il saggio sa mutare consiglio»: solenne, oltre il tempo, tono classico, quasi poesia;
– «Il saggio sa quando è tempo di cambiare decisione»: traduzione elegante, a sottolineare discernimento ma anche giusto e corretto tempismo;
– «Cambiare opinione è segno di saggezza»: in bocca a un educatore, in contesti motivazionali;
– «La saggezza consiste nel saper rivedere le proprie posizioni»: in bocca a un professore di filosofia o a un padre spirituale durante una riflessione di ascetica;
– «Il saggio muta giudizio, il voltagabbana cambia bandiera»: traduzione ritmica, da slogan, molto attuale;
– «Chi è saggio sa quando è giusto cambiare idea; l’opportunista sa quando gli conviene cambiare parte»: guardando il mondo politico italiano e non solo, a proposito di tasse, ponti, vaccini e quant’altro.
Lasciando aperto l’esercizio di traduzione, abbandoniamo il livello della pedanteria o fantasia traduttiva, e per distinguere tra sapienti e voltagabbana ci eleviamo alla ironia dello scrittore tedesco Heinrich Heine, che in un suo “frammento” dice: «La banderuola sulla guglia del campanile, benché di ferro, sarebbe presto rotta dalla tempesta se non conoscesse la nobile arte di girare a ogni vento”.
Già, nobile arte… nobiltà dalle genealogie a incroci adattivi, “sapienza” di pochi, “nobiltà” di molti, almeno secondo l’antico esperto di vita:
«Se cade il ricco, molti lo aiutano;
dice cose insulse? Eppure, lo si felicita.
Se cade il povero, lo si rimprovera;
se dice cose assennate, non ci si bada.
Parla il ricco, tutti tacciono
ed esaltano fino alle nuvole il suo discorso.
Parla il povero e dicono: “Chi è costui?”.
Se inciampa, l’aiutano a cadere. (Siracide 13,22-23)
Antonio Pinna (Salmista ad Aristan)
«Chi è saggio sa quando è giusto cambiare idea; l’opportunista sa quando gli conviene cambiare parte» Da Salmo_517 RITRATTAZIONI DI SANT’AGOSTINO A DISTINGUERE TRA SAPIENTI E VOLTAGABBANA – Editoriale di Antonio Pinna (Salmista ad Aristan)



