COME FAR SALTARE GLI OLEODOTTI


Editoriale del 21 luglio 2021

La salvezza del pianeta è nelle mani dei terroristi. È quanto afferma Andreas Malm nel libro “Come far esplodere un oleodotto”. Il saggio di Malm, docente di Ecologia umana presso l’università di Lund (Svezia) e attivista del movimento per la Giustizia Climatica, racconta il fallimento delle battaglie condotte negli ultimi venticinque, in modo rigorosamente pacifico, dai movimenti in difesa del clima. E riporta i dati che provano quel fallimento, uno per tutti le emissioni annuali di CO2 aumentate, nello stesso intervallo di tempo, del 60 per cento. Constatata l’inutilità delle proteste pacifiche, visto che la storia moderna insegna che “il terrorismo, dopotutto, è la forma più efficace di azione politica”, al movimento per la Giustizia Climatica non resta, afferma Malm, che passare alle maniere forti e organizzare azioni di “non violenza strategica” per distruggere o danneggiare impianti, strutture e macchinari responsabili di emissioni di CO2; senza far male a nessuno. Alla lunga questi sabotaggi, secondo l’autore del libro, finirebbero per rappresentare un “rischio di investimento” così serio da costringere i danneggiati a valutare alternative meno inquinanti. Tra gli obiettivi degli attacchi terroristici già sferrati dall’organizzazione di Malm, i più bersagliati, perché tra i principali responsabili dell’aumento di CO2 nell’aria, sono i SUV, descritti come ingombranti, tracotanti e inutili fonti di inquinamento da vandalizzare o da lasciare afflosciati a bordo strada dopo averne sgonfiato le ruote. Temo che il terrorismo del movimento di Malm non abbia davanti un gran futuro per via delle reazioni delle parti lese, i possessori di SUV in primis (sulla base dell’assunto che l’aria dei copertoni è proprietà privata i proprietari di SUV avrebbero organizzato una distribuzione di armi per difendersi dagli attivisti, equiparati ai ladri), ma anche per via della scarsa incisività di questi terroristi garbati, che lasciano sul lunotto dei veicoli manomessi il seguente messaggio: “Abbiamo sgonfiato una o più ruote del suo SUV. Non è niente di personale. Non ce l’abbiamo con lei ma con la sua auto…” Comunque, alla fine, la questione dei SUV è emblematica e racchiude il nocciolo del problema dell’emergenza climatica: finché il mondo continuerà a essere pieno di uomini e donne che sognano di guidare un veicolo che consuma e inquina circa il doppio di un’auto normale possiamo solo sperare che l’evento climatico estremo di domani (secondo l’European Severe Weather Database, in Europa nel 2021 si è registrato in media un evento estremo al giorno) si verifichi lontano da casa.

Marianna Vitale (Spigolatrice di Aristan)

“Al movimento per la Giustizia Climatica non resta, afferma Malm, che passare alle maniere forti e organizzare azioni di “non violenza strategica” per distruggere o danneggiare impianti, strutture e macchinari responsabili di emissioni di CO2; senza far male a nessuno.”
Da COME FAR SALTARE GLI OLEODOTTI – Editoriale di Marianna Vitale (Spigolatrice di Aristan)

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