SAPIENS 2.0


Editoriale del 28 settembre 2014

Sono gli ultimi arrivati tra i nativi digitali. Hanno cinque anni, qualcuno meno, qualcuno più. Ce li avete in casa, sono vostri nipoti, i figli dei vostri amici più cari. Sono veloci come missili terra-aria. Scrivono messaggi, con due mani, su telefonini che non guardano, sotto i banchi di scuola, tra le gambe o dietro la schiena mentre hanno un sorriso di circostanza stampato sulla faccia e vi osservano perplessi senza prestare nessuna attenzione alle banalità che state dicendo. Sono in grado di fare molte cose insieme, non tutte male e non tutte, necessariamente, sbagliate. Crescono veloci, rapidi, per poi diventare, in prima adolescenza, spesso superficiali e spietati nei giudizi e nelle relazioni umane. Multi-tasking generazionali con una nuova cablatura del cervello che stiamo appena imparando a studiare ma non a capire del tutto, si muovono come aliscafi sopra il mare mosso della vita. Non hanno le paure che abbiamo noi, non hanno i medesimi sogni. Si sono evoluti da quello che eravamo e che, in larga maggioranza, siamo ancora; sono come mutanti della specie originale e continuano a modificarsi in fretta. Ogni 5 anni al massimo fanno un nuovo salto quantico e imparano tutto da capo. Sono migliori forse di quelli che li hanno preceduti ma, di sicuro, sono diversi. Li abbiamo definiti Sapiens 2.0 e, al momento, non abbiamo la minima idea di dove potranno portarci.

Luca Pani
(Psiconauta ad Aristan)

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