SELETTIVI PER NATURA


Editoriale del 21 novembre 2025

Li ho visti su uno scaffale di un negozio per animali, come palline colorate di un albero di Natale in un mondo distopico. La loro bellezza, le enormi pinne colorate, stonavano con l’ambiente sterile in cui si trovavano. Tanti piccoli pesci combattenti, Betta splendens, venduti individualmente in barattoli di vetro, ermeticamente chiusi. La tristezza che ho improvvisamente percepito, era la stessa che provavo da bambina, quando nei Luna Park vedevo i pesci rossi, chiusi come patatine, nei sacchetti di plastica.

Nel caso dei pesci combattenti, l’estrema territorialità spinge, soprattutto i maschi, a non sopportare la vicinanza di altri individui. Se posti nello stesso acquario, come Highlander, ne resterebbe soltanto uno vivo. Questa loro indole, pur presente anche in natura, è stata selezionata ed esasperata dall’uomo che li utilizza ancora oggi per lotte su cui scommettere. Solo i più aggressivi meritano la riproduzione e così si sono ottenuti individui che attaccano il proprio riflesso sul vetro, costretti a vivere una vita di isolamento. Selezionare in una specie delle caratteristiche, fisiche o comportamentali, che ne diminuiscano il benessere o la salute della specie stessa, è un maltrattamento genetico di cui spesso siamo artefici.

Cambiamo, modifichiamo, esaltiamo ciò che ci fa più comodo e che soddisfa i nostri criteri estetici e/o economici, senza mettere in conto dolore e sofferenze.

Razze di cani e gatti, come le razze brachicefale (a muso “schiacciato”), ottenute per inseguire canoni estetici sempre più estremi, possiedono spesso problemi respiratori e difficoltà nell’alimentazione. Panorama ancora più desolante se pensiamo agli animali da allevamento. Abbiamo creato polli, come i polli broiler, a crescita così veloce da non riuscire a stare in piedi; ma anche bovini, come la razza Blu Belga, con un’ipertrofia muscolare così smaccata da sembrare dei mostruosi, grotteschi, bodybuilders. Peccato che in entrambe le specie il decorso della vita sia spesso breve e penosa.

Quanto ci piace giocare a dadi con la Natura. Quanto ci piace considerare il resto del Regno vivente a nostra disposizione, convinti di poter correggere e migliorare, ciò che la Natura ha fatto in milioni di anni.

Ci crediamo Dio, ma siamo solo dei capricciosi, arroganti bambini, in un parco giochi dove crediamo che tutto ci sia concesso.

Monica Mazzotto (Biofila di Aristan)

“Cambiamo, modifichiamo, esaltiamo ciò che ci fa più comodo e che soddisfa i nostri criteri estetici e/o economici, senza mettere in conto dolore e sofferenze.” Da SELETTIVI PER NATURA – Editoriale di Monica Mazzotto (Biofila di Aristan)

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