Capitolo 15 – KANT, GARRINCHA E GINO CAMORRA


6 novembre 2013

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Sono d’accordo col filosofo Immanuel Kant: Gino Camorra è un genio. Non che Kant abbia pronunciato esattamente queste parole, lui si è limitato a dire che genio è colui che crea una seconda natura elaborando il materiale fenomenico-sensibile secondo le regole che lui stesso stabilisce; sono io che, per un privilegio concessomi dal destino, ora posso affermare che il senso profondo di questo concetto si incarna in Gino Camorra. Vi spiego: da due giorni Gino si era chiuso con Moldor Cane, presidente e proprietario della forte squadra di calcetto dell’isola di Nukoro, e tutti sapevano che quell’incontro avrebbe decretato il passaggio di Andrea Franceschi, nuovo idolo del calcetto micronesiano, dal Kapingamarangi al Nukoro; così, quando ho realizzato che il rumore di folla furibonda verso la capanna di Gino Camorra non era un sogno né un’allucinazione ma la colonna sonora di una sommossa reale, ho abbandonato la compagnia dei crapuloni e mi sono aggregato ai manifestanti. La capanna di Gino era circondata e, in italiano, la folla gridava due slogan: “Nukoro lo attende/ma Andrea non si vende!” e “Camorra vie’ fuori!/ Per te son dolori”. Sul momento ho pensato che le cose stessero per volgere al peggio ma quando Gino Camorra, sorridendo, è venuto fuori ho capito che tutto sarebbe andato per il meglio. E così è stato.
Questo è il secondo giorno di festeggiamenti (a Kapingamarangi ogni occasione di allegria, in un attimo, si trasforma in festa travolgente). Andrea giocherà ancora col Kapingamarangi e Moldor Cane, felice, è già rientrato a Nukoro portando con sé un sogno, un regalo e una promessa. Il sogno si chiama Gabo Dop, il regalo si chiama Silo e la promessa in realtà non è proprio una promessa: si chiama “prelazione assoluta”. Ma, per capire la grandezza di Gino Camorra, per assaporare il suo genio nel plasmare l’essenza stessa degli individui creando kantianamente delle nuove, elettrizzanti nature secondo regole che lui stesso stabilisce, dobbiamo conoscere tutti i dettagli. Innanzi tutto bisogna sapere chi è Gabo Dop, elemento chiave dell’operazione. Ebbene Gabo è il laterale destro semi-zoppo del Kapingamarangi nato il 20 gennaio del 1983. Ripeto: laterale destro semi-zoppo nato il 20 gennaio del 1983. Poi bisogna sapere chi è Manoel Francisco dos Santos. Ebbene Manoel è nientemeno che Garrincha, leggendaria ala destra del Botafogo e del Brasile, considerato il più grande dribblatore della storia del calcio. Anche lui leggermente zoppo: aveva la spina dorsale deformata, un leggero sbilanciamento del bacino e sei centimetri di differenza in lunghezza tra le gambe. E quando è morto Garrincha? Indovinate. È morto il 20 gennaio del 1983, giorno esatto della nascita di Gabo Dop. Ora forse cominciate a capire. Gino Camorra appena ha saputo che Moldor Cane sarebbe arrivato per acquistare Andrea Franceschi, essendo ben consapevole del fatto che la cessione avrebbe indebolito irrimediabilmente il Kapingamarangi e scatenato l’inferno nella popolazione, ha deciso di dirottare il cliente su un altro acquisto. Ma un buon venditore deve conoscere perfettamente il prodotto che mette sul mercato. Così Gino si è concentrato sulla “merce”. Ha studiato uno per uno tutti i componenti della rosa: ha indagato la loro umanità, la loro intelligenza, la loro biografia. Un’indagine talmente accurata, talmente sensibile alle sfumature, talmente pronta a stabilire collegamenti, ad assecondare suggestioni, a moltiplicare le interpretazioni da apparire maniacale. Ma è proprio questa la differenza tra un semplice commerciante e un genio. Solo grazie a questa procedura ossessiva, infatti, Gino ha potuto scoprire le formidabili coincidenze tra Garrincha e Gabo Dop. Un attimo dopo aver fatto la scoperta si è proposto come agente a Gabo (che non si era mai sognato di avere un agente) e lo ha subito messo sotto il torchio mostrandogli all’infinito tutta una serie di filmati con le finte e i dribbling di Garrincha. Poi ha nominato Andrea suo sparring partner e glieli ha fatti provare senza tregua. Quando infine è arrivato Moldor Cane, Gino ha finto il massimo interesse per la vendita di Andrea ma, piano piano, ha disseminato la conversazione di elementi che, in modo apparentemente casuale, portavano a Gabo Dop e alle sue analogie con Garrincha. Non ha mai pronunciato la parole “reincarnazione”, l’ha semplicemente lasciata fluttuare nella mente di Moldor che, eccitatissimo, l’ha scambiata per una sua intuizione. Infine, con la scusa di presentarlo alla squadra, Gino ha accompagnato Moldor agli allenamenti e, al loro apparire – come da copione – Gabo Dop per ben tre volte ha messo a sedere con le sue finte Andrea Franceschi. Più tardi, prima di andare a dormire, Gino ha mostrato a Moldor un documentario su Garrincha. A quel punto il gioco era fatto.
Il mattino dopo Gino metteva il fiocco alla trattativa: vendeva (caro) Gabo Dop e, per allegria, aggiungeva in omaggio Silo, panchinaro indubbiamente anoressico ma non – come molti sospettavano – lebbroso (un certificato medico attestava che la sua era una forma un po’ invasiva di psoriasi, non lebbra); infine, con l’aggiunta di una cifra ragionevole, consegnava un prezioso papiro che documentava la prelazione assoluta su una eventuale futura vendita di Andrea Franceschi (44 anni il prossimo 15 di novembre), obiettivo originario di Mordor Cane.
Così Gino Camorra, il genio, aveva accontentato tutti: se stesso, avendo intascato una bella cifra; la squadra del Kapingamarangi e i tifosi, che avevano conservato il pezzo pregiato; Silo che, sebbene avrebbe continuato a essere un panchinaro, aveva avuto la certezza di non essere lebbroso; Gabo Dop, che avrebbe vissuto un finale di carriera da star del calcio; e infine Mordor Cane che avrebbe portato con sé, a Nukoro, molto più che un semplice calciatore… e poco importa se sul campo Gabo non sarebbe stato esattamente come Garrincha: la sua presenza avrebbe avuto per tutti, anche per gli avversari, la indecifrabile suggestione di una bella magia.
Felicità per tutti, dunque. Solo io sono un po’ preoccupato, dopodomani sarò in aula come avvocato nel processo a Stefano Lecter Floris e il detective Nichi Grauso ancora non ha trovato la prova che scagionerebbe il mio cliente: i denti del pacu. (continua)

Filippo Martinez

COGLI L’ATTIMO

 

una selezione di dribbling del re: Manoel Francisco dos Santos, meglio noto con lo pseudonimo Garrincha

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