TRACCE DI BELLEZZA


Editoriale del 27 maggio 2015

Chi ha il privilegio di nascere bello teme più degli altri il passare del tempo, nella convinzione che bellezza e giovinezza siano unite dallo stesso destino. Ma, provando a seguire i percorsi di entrambe, ci accorgiamo che sì, è vero, convivono benissimo nell’infanzia ma già nell’adolescenza cominciano a litigare. Poi fanno pace e filano d’amore e d’accordo ancora per un po’. Ma arriva un momento in cui le loro strade si dividono. La giovinezza prosegue sempre dritta, potrà rallentare o fare delle pause ma sa che non potrà mai tornare sui suoi passi. La bellezza invece no. Sembra perdersi a volte, fa giri tortuosi, ma bisogna lasciarla in pace, deve fare il suo corso; nessun restauro, nessun sapiente ritocco potrà mai far tornare indietro la perfezione della gioventù. Sarà lei stessa, la bellezza, a recuperarne i frammenti e a ricomporli in una nuova, più vecchia armonia. Come due innamorati testardi, la bellezza e il suo antico splendore si lasciano e si riprendono per tutta la vita, offrendosi, di volta in volta, tracce di un minimo infinito: il bagliore di uno sguardo sempre azzurro, il gioco tra un sorriso e una fossetta, la lieve scultura degli zigomi.
Arriverà il giorno in cui si renderanno conto che la loro storia è finita, devono dimenticarsi, ma solo se si sono trattati con rispetto potranno dirsi, senza rimpianti:”è stato Bello”.

Genny Pignataro Atzeni
(Rabdomante ad Aristan)

COGLI L’ATTIMO

 

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