TU HAI MAI VISTO UN COLORE DA DIETRO?


Editoriale del 10 maggio 2014

Stava leggendo “Finnegans Wake” di James Joyce, il fisico newyorkese Murray Gell-Mann, quando ipotizzò l’esistenza di particolari particelle elementari. E arrivato alla frase “Three quarks for Muster Mark!” decise di chiamare “quark” queste ipotetiche particelle.
Joyce aveva usato la parola “quarks” al posto di “question marks”, ovvero “punti interrogativi”, ma un sognatore può sempre permettersi di reinventare il significato delle parole e Murray Gell-Mann lo è.
Quando poi vide la pubblicità dei gelati Baskin-Robbins, che avevano 31 sapori, Gell-Mann decise che le proprietà dei quark si sarebbero chiamate “sapori”. E definì i sapori “su”, “giù”, “stranezza”, “bellezza”, “fascino” e “verità”. Non contento, affermò anche che ogni quark doveva essere rosso, blu oppure verde e che per ogni quark doveva esistere un anti-quark dotato di un anti-sapore e di un anti-colore.
Una volta, qualcuno mi ha detto che si possono vedere i colori da dietro. È vero.
Lo si può fare anche con i sapori, e con i punti interrogativi.

Raffaella Mulas
(Oscurologa di Aristan)

COGLI L’ATTIMO

 

I Tangerine Dream eseguono Three quarks for muster mark (2013)

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