XV arcano – IL MUTO DI GALLURA, OVVERO BAPHOMET – di Antonangelo Liori

Ci sono nelle mie braccia due scritte.

Solve a destra.

Coagula a sinistra.

Trasformo la materia e non la perdo.

Non sento e non parlo.

Non scrivo e non leggo.

Uccido, però.

Uccido chi mi deride e chi mi offende.

E capisco che mi offendono e deridono da come mi guardano.

Così li ammazzo ad Aggius e in Gallura.

E anche in chiesa li ammazzo, nello stazzo Giunchizza, il giorno in cui si sposano.

Sono Sebastiano Tansu, e nacqui ad Aggius nell’ottobre di 200 anni fa.

I miei non capirono che non li sentivo.

Non piangevo e non ridevo.

E a chi provò a fare di me il suo zimbello mal gliene incorse.

Io uccido.

Non sbaglio colpo col fucile.

Il mio coltello è un’arma perfetta.

Hanno scritto libri su di me.

E fatto film

Fossi vivo ucciderei chiunque di me parli.

Perché io sono Baphomet.

Il diavolo.

Solve et coagula.

Lo so.

Ma non so leggere.

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