ZIO PAPERONE E IL COLLEZIONISTA DI OSSA


Editoriale del 1° dicembre 2013

Cos’hanno in comune Zio Paperone e l’archivista scrupoloso?
Quali caratteristiche accomunano avari, compilatori di cataloghi, maniaci della pulizia e collezionisti di qualunque cosa? La prima risposta, la più immediata, è che sono tutti ossessivi. Tutti gli avari sono ossessivi, ma non tutti gli ossessivi sono avari.
Il tratto della precisione compulsiva è comune a quelli che controllano maniacalmente se stessi e l’ambiente che li circonda. Gente che molto raramente, se poi mai, sbaglia.
Gli avari sono persone che accumulano oggetti in modo ossessivo, indipendentemente dal loro valore. Con la scusa che: “non si sa mai, potrebbero sempre servire” finiscono per riempire la macchina di vecchi giornali sbiaditi dal tempo e la loro vita di centinaia di altre cose ma di poche persone e di nessun amico vero. Sono individui che non vanno davvero d’accordo con nessuno perché vi è un solo modo di fare le cose ben fatte: come le fanno loro.
È facile capire l’utilità dell’avarizia in un mondo dove le scorte alimentari potevano mancare anche per mesi, tuttavia le basi biologiche andrebbero ricercate nella lunga scala evoluzionistica che ha contribuito a trasformare abitudini antiche in gesti ossessivi e involontari, caratteristiche che si ritrovano spesso anche nei non avari. In tutti noi.
Per molti animali i comportamenti ripetitivi, in qualche modo svincolati dalla volontà, fanno parte del patrimonio istintivo e sono anzi importantissimi. Non si può che rimanere affascinati dalla maestria con cui viene costruito un nido intrecciando ramoscelli in una costruzione solida in grado di sopportare pioggia e vento. Si pensa che i comportamenti automatici discendano da programmi istintivi dei quali si impadroniscono i pensieri ripetitivi e i rituali, parassitando un sentiero pazientemente selezionato dall’evoluzione per motivi completamente diversi, che ben si presta a essere ripetuto all’infinito.
Questi tratti istintivi vanno dai comportamenti comuni, soddisfatti da un semplice controllo del gas o di aver chiuso la porta di casa la notte, ai rituali più gravi in cui l’individuo diventa incapace di liberarsi di pensieri e di azioni che si ripetono all’infinito. Come in un disco rotto.

Luca Pani
(Psiconauta ad Aristan)

COGLI L’ATTIMO

 

da The Aviator (2004) diretto da Martin Scorsese con Leonardo Di Caprio

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