Salmo 230 WHAT’S IN A WORD?


Editoriale del 29 febbraio 2020

«What’s in a name? Una rosa, con qualsiasi altro nome, profumerebbe allo stesso modo», sono le parole sussurrate da Giulietta, mentre Romeo ascolta senza rivelarsi. Ma a quelle parole egli supera ogni indugio e risponde ad alta voce: «Ti prendo in parola: Chiamami soltanto “Amore”, e sarò di nuovo battezzato, mai più mi chiamerò “Romeo”».

Una fake news ha invece lungo corso fra commentatori e predicatori religiosi, che hanno abbinato significati stabili a certe parole più “sensibili” della Bibbia. Così hanno immaginato che nella Bibbia ci siano due verbi diversi per parlare di amore: “agapào’ per dire “amore sacro” e “philéo” per dire “amor profano”. Eppure, per lo stesso e identico amore tra Dio Padre e Gesù, una volta leggo: «Il Padre ama il Figlio” con il verbo greco ‘agapào’, pensato del cosiddetto “amore sacro”, e un’altra volta leggo la stessa e identica frase con il verbo greco philéo, pensato del cosiddetto “amor profano” (cf. Gv 3,35 e 5,20).

Ma perché, Signore, a molti “tuoi”
piace dividere a ogni costo e sempre
il mondo in due,
a cominciar dalle parole?
Mi sembrava di aver capito
che unire contrari in conoscenza,
a cominciar da “bene e male”,
era frutto divino
compreso in sogno da giardino.

 

Antonio Pinna (Salmista ad Aristan)

 

https://youtu.be/2A-bvYb2_XU

Una rosa, con qualsiasi altro nome, profumerebbe allo stesso modo», sono le parole sussurrate da Giulietta, mentre Romeo ascolta senza rivelarsi. Ma a quelle parole egli supera ogni indugio e risponde ad alta voce: «Ti prendo in parola: Chiamami soltanto “Amore”, e sarò di nuovo battezzato, mai più mi chiamerò “Romeo”» (da Salmo 230 WHAT’S IN A WORD? – Editoriale di Antonio Pinna)

« Archivio »

  • MANIFESTO DI ARISTAN


    ANTEPRIMA
  • PROMO ARISTAN ROBERTO PEDICINI


  • INNO


  • IL TEMPO DEI TOPI DI FOGNA


  • CIAO NADIA