Il flauto magico è considerato dai massoni l’opera massonica di Mozart perché la fanno rientrare nel simbolismo piramidale del numero 3, con un Tamino che cerca di liberarsi dal peso della Regina della notte e del male in un viaggio iniziatico nel quale luce e buio si incontrano secondo il principio dell’amore.
Ma io conosco a memoria il libro di Zhuāng Zhōu e recito fra me e me costantemente una sua famosa massima:
“Mao Qiang e Li Ji – due belle cortigiane – sono ciò che la gente considera bello, ma se le vedessero dei pesci nuoterebbero in profondità, se le vedessero degli uccelli volerebbero via, se le vedessero dei cervi, galopperebbero lontano.
Tra questi quattro gruppi, chi è che conosce l’ideale universale di bellezza?”
Sono stato rinchiuso per sette anni dalla Regina della notte in un oscuro buco, senza mia colpa, dal quale sono uscito solo perché ero entrato in un cono d’ombra quasi peggiore, quello della morte.
E dico quasi perché esistono vite che della morte sono ben peggiori.
E io le ho vissute.
Ho combattuto per cercare la luce trovando sempre un buio più profondo di quello che ho lasciato.
E ricordo che William Blake divenne pazzo quando rifletté su una sola frase dell’apocalisse di San Giovanni:
“Nel cielo apparve poi un segno grandioso: una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e sul suo capo una corona di dodici stelle. Era incinta e gridava per le doglie e il travaglio del parto. Allora apparve un altro segno nel cielo: un enorme drago rosso, con sette teste e dieci corna e sulle teste sette diademi; la sua coda trascinava giù un terzo delle stelle del cielo e le precipitava sulla terra. Il drago si pose davanti alla donna che stava per partorire per divorare il bambino appena nato.”
Dicono che allora William Blake si sia recato ad Augusta per ammirare i quadri di Hans Holbein il vecchio e lì, persa completamente la ragione, abbia iniziato a dipingere il grande ciclo del dragone rosso.
Io porto con me la perplessità di ogni creazione.
E so che il grande drago rosso ha divorato da tempo la magia della mia infanzia.
Antonangelo Liori (Pastore di Aristan)
“Il flauto magico è considerato dai massoni l’opera massonica di Mozart perché la fanno rientrare nel simbolismo piramidale del numero 3, con un Tamino che cerca di liberarsi dal peso della Regina della notte e del male in un viaggio iniziatico nel quale luce e buio si incontrano secondo il principio dell’amore.” Da RINCHIUSO DALLA REGINA DELLA NOTTE – Editoriale di Antonangelo Liori (Pastore di Aristan)



