BREVIARIO DELLA FELICITÀ


Editoriale del 31 luglio 2024

Due settimane fa sono stati inaugurati i corsi di quest’anno di Aristan, università della felicità. La lezione di apertura è stata tenuta da Antonangelo Liori il quale, conversando con Fabio Canessa, ha spiegato il carattere traslucido della Divina Commedia di Dante. Per illustrare cosa significhi la traslucidità il filosofo e matematico russo Pavel Florenskij, in un discorso di apertura alla società moscovita degli studenti di matematica, tenuto nel 1902, si è riferito a certe pietre, gli idrofani secchi, che di per sé sono materiali scuri e opachi, che diventano però trasparenti se bagnati con l’acqua. Se esposti all’umidità vengono resi diafani ed esibiscono un affascinante gioco di colori. L’acqua ne migliora quindi il colore e l’aspetto, a patto però di evitare l’esposizione prolungata a essa, che può seccare l’idrofano, causando potenziali crepe e compromettendone l’integrità. Il contatto con i liquidi va ridotto all’essenziale per mantenere il delicato equilibrio che trasforma lo stato originario, rendendolo cristallino e piacevole alla vista!

Aristan tratta allo stesso modo il sapere: rivitalizza quello astratto e lo rende trasparente e accessibile imbevendolo nell’umidità della concretezza e del contatto con la vita e con la quotidianità, e lo fa con leggerezza e concisione, per evitare che un’esposizione troppo prolungata e prolissa secchi il cervello, e non solo quello, incrinando e pregiudicando le capacità ricettive di chi ascolta. L’intervento di apertura di Antonangelo Liori, con i commoventi riferimenti alla passione del padre contadino per due dei canti più belli della Commedia di Dante, hanno fatto capire a tutti cosa significhi trasformare la conoscenza in qualcosa che procura un piacere genuino e rivitalizza. La felicità che Aristan ha assunto come missione del suo insegnamento è un gioco traslucido di luci e ombre, che proprio perché presuppone la presenza di un filtro che lascia passare la luce e nello stesso tempo la diffonde in modo che, guardando un oggetto attraverso di esso, non si riesca a distinguerne i contorni, esige l’intervento attivo dell’immaginazione. Se non è questa la felicità si provi a darne una definizione migliore!

Silvano Tagliagambe (Cronista filosofico di Aristan)

“La felicità che Aristan ha assunto come missione del suo insegnamento è un gioco traslucido di luci e ombre, che proprio perché presuppone la presenza di un filtro che lascia passare la luce e nello stesso tempo la diffonde in modo che, guardando un oggetto attraverso di esso, non si riesca a distinguerne i contorni, esige l’intervento attivo dell’immaginazione. Se non è questa la felicità si provi a darne una definizione migliore!” Da BREVIARIO DELLA FELICITÀ – Editoriale di Silvano Tagliagambe (Cronista filosofico di Aristan)

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