ESTOTE IN AETERNUM PISCES


Editoriale dell'8 dicembre 2024

Papa Pio V, al secolo Antonio Ghisleri, piemontese di Bosco Marengo, è famoso nel mondo per aver avviato la controriforma perseguitando luterani e calvinisti.

Coltissimo teologo e feroce inquisitore domenicano, dominò il Cinquecento imponendo una teologia rigorosa e repressiva ma costruita comunque su basi culturali solidissime.

A me è molto simpatico per vari motivi.

Innanzitutto perché il padre era mio collega: pastore di pecore nei boschi dell’alessandrino e Antonio, poverissimo, riuscì a diventare papa con i suoi soli mezzi in un periodo nel quale il pontificato era appannaggio della migliore nobiltà, dai Medici ai Colonna, dai Borghese ai Chigi.

Fu loro concorrente e li schiacciò grazie alla sua levatura morale e culturale.

Poi la piansero i valdesi, vabbene, ma comunque al mondo qualcuno piangere deve.

Altro motivo per cui mi è molto simpatico è la sua passione per le lumache, delle quali si cibava quando era bambino cogliendole nei campi umidi di Bosco Marengo, Divenuto papa, mandava le suore a cercarle nei giardini vaticani e se le faceva cucinare in tutte le salse secondo le sue succulente ricette.

In periodo quaresimale si trovò davanti al dilemma se fosse lecito consumarle, essendo incerto se fossero carne o pesce.

Risolse il problema con una elegantissima bolla “estote in aeternum pisces”, sarete pesci in eterno, che si fondava sul fatto che essendo le chiocciole degli invertebrati, animali non possono essere di certo.

E quindi per venerdì santo le cucinò mettendosi lui direttamente ai fornelli. Pare le avesse preparate secondo una delle quattro ricette lumachesche di Apicio che nel “de re coquinaria”, dopo averle spurgate nel latte, le metteva in padella con del gurum, una tipica salsa romana a base di pesce lasciato marinare a lungo in spezie varie.

Si può essere al mondo Papa o lumaca.

È però molto probabile che la posizione pontificale sia più gradevole.

Antonangelo Liori (Pastore di Aristan)

“Risolse il problema con una elegantissima bolla “estote in aeternum pisces”, sarete pesci in eterno,” Da ESTOTE IN AETERNUM PISCES – Editoriale di Antonangelo Liori (Pastore di Aristan)

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