Non essere troppo giusto
e non mostrarti saggio oltre misura:
perché vuoi rovinarti?
Credenti o non credenti stenteranno a credere che questo suggerimento sia contenuto nella Bibbia.
Ai credenti hanno fatto di tutto per non leggerglielo la domenica e nemmeno nei giorni feriali.
Per la lettura privata, poi,
in quella che sino a sei anni fa era considerata la traduzione “ufficiale”
(ci riflettano i fedeli-ultrà che prendono “ufficiale” per “eterno”),
si erano premuniti di sostituire a un inequivocabile ebraico “giusto” (tsaddîq)
un’espressione più banalmente facilitante: non essere troppo scrupoloso.
Solo ora, e non tutti, hanno avuto finalmente il coraggio di tradurre onestamente,
staccandosi dal mucchio dei falsi imbonitori e dei sinceri ignoranti.
I non credenti, dal canto loro, convinti o indifferenti,
sono così stufi di vedere o sentire fanatici di santità universale
che stentano a credere che la bibbia dia ragione a loro.
Credente e insieme non credente,
vado a verificare al capitolo 7, versetto 16, di un libro dalle molte voci:
e invece del Dio basso tragico o tenore strapotente,
sento un nome di donna, si chiama Qoèlet,
compagna preoccupata della mia sorte e della sua,
che intima mi supplica:
«ti prego, per la tua vita e per la mia,
non essere troppo giusto
e non mostrarti saggio oltre misura:
perché vuoi rovinarti»,
Ed ecco che, approfittando della sorpresa, aggiunge:
Non essere troppo malvagio
e non essere stolto.
Perché vuoi morire prima del tempo?
La cosa mi sorprende, ma la voce no:
ho imparato a conoscerla quando è promessa.
Lei non mi sta suggerendo una banale e senza coraggio via di mezzo.
C’è un segreto da desiderare per capire e per capirsi.
Togliendoti, o Dio quella voce di compagna,
i Grandi, non più Inquisitori ma Imbonitori sì,
preferiscono offrire, di domenica e anche dopo, se facesse,
piatti pronti per feste controllate.
Ma alla faccia di precauzioni e preservativi benedetti a farti sterile,
tu parli ancora,
e crei cose diverse, o Dio,
come in principio.
Antonio Pinna (Salmista ad Aristan)
“tu parli ancora,
e crei cose diverse, o Dio,
come in principio.”
Da Salmo 481 COME IN PRINCIPIO – Editoriale di Antonio Pinna (Salmista ad Aristan)



