I MORTI NON SONO MORTI


Editoriale del 21 luglio 2025

Ha ragione il poeta senegalese Birago Diop: “I morti non sono morti. I morti esistono, non sono mai partiti”.

Bisogna solo saperli intercettare dentro di noi mentre fluttuano in dimensioni misteriose, cangianti.

Noi possiamo essere infinitamente più vasti di quanto le circostanze ci suggeriscano. Talmente vasti da confondere quella che chiamiamo vita con quella che chiamiamo morte.

Io ho sempre incoraggiato questa confusione e le mie nonne mi hanno molto aiutato in questo senso.

Nonna Teresa, madre di mio padre, quando a 20 anni morì il suo amatissimo primogenito Filippo non dormì più, e non pianse; la sua intelligenza continuò a brillare ma fu come se il tempo si fosse congelato davanti agli occhi chiusi per sempre di suo figlio, cosicché quando chiuse anche i suoi fu chiaro a tutti che stava viaggiando con lui lungo il nastro di Moebius in un eterno presente ciclico e cosmico.

Nonna Assunta, madre di mia madre, invece viveva in molte realtà parallele che dilatarono il suo tempo sino a privarlo di ogni senso. Era una mistica visionaria lucida e concreta, un ossimoro nel suo caso solo apparente. Lei conversava piacevolmente con i suoi figli e con gli amici, ma anche, quando capitava, con l’Arcangelo Gabriele o con suo bisnonno Giosuè Colonna. O con me.

Date queste premesse non c’è dunque da stupirsi se il 20 luglio del 2001, giorno in cui compii 50 anni, divenni postumo. Snobbando l’odiosa, presuntuosissima morte didascalica (quella che dà lavoro ai becchini) invitai tutti gli amici di tutti i tempi nel bel giardino dei miei genitori e lì, tra brindisi, torroni piccoli spettacoli teatrali, luci colorate, tanghi e jazz di New Orleans eseguiti da una piccola orchestra, proclamai la mia morte indidascalica (quella che trascende le banalità dell’anagrafe) e tutti insieme festeggiammo sino a notte fonda.

Così ieri, 20 luglio 2025, ho compiuto il mio ventiquattresimo anno da postumo.

Quando compirò il cinquantesimo dichiarerò la mia bimorte indidascalica e… voilà, ricomincerò dall’alba.

Filippo Martinez (Ventiquattrenne postumo)

“Ha ragione il poeta senegalese Birago Diop: “I morti non sono morti. I morti esistono, non sono mai partiti”.” Da I MORTI NON SONO MORTI – Editoriale di Filippo Martinez (Ventiquattrenne postumo)

« Archivio »

  • MANIFESTO DI ARISTAN


    ANTEPRIMA
  • PROMO ARISTAN ROBERTO PEDICINI


  • INNO


  • IL TEMPO DEI TOPI DI FOGNA


  • CIAO NADIA