FIDEL E SISSI


Editoriale del 18 dicembre 2025

Luisito e Dolores, i miei suoceri spagnoli, sono sepolti nel piccolo cimitero di Chantada, in Galizia, un paese di poche case sul Cammino di Santiago, ci passano solo cani randagi e pellegrini col bastone. Luisito, che Dio l’abbia in gloria, mi era sembrato rintronato sin dal giorno che Maria Jesus, mia moglie, mi aveva portato per la prima volta a casa sua, a Barcellona.

“Ti avviso Tony, mio padre giocava a pallone, in difesa, di testa le prendeva tutte”.

E dunque Luisito mi chiese:

“Cosa fai nella vita, Tony?”

“È uno scienziato, papà” rispose Maria Jesus togliendomi dall’imbarazzo. Non avrei saputo cosa dire.

“Oh madre mia, uno scienziato!”, esclamò Dolores.

Luisito proseguì:

“Tony, siamo orgogliosi di te, benvenuto nella nostra famiglia. Noi siamo parenti di Fidel Castro, era mio cugino di secondo grado. Avrai notato quanto gli somiglia Maria Jesus, stessi occhi. Però non siamo comunisti, non siamo mai stati comunisti. Desidero solo una cosa: fate un figlio e chiamatelo Fidel”.

“Io invece discendo dalla Principessa Sissi, imperatrice d’Austria, come lei ho gli occhi di un blu profondo e lo stesso incarnato”, risposi.

“Oh madre mia!” disse Dolores.

“Se avremo una femminuccia la chiameremo Sissi”, continuai.

Non abbiamo avuto figli. Al cimitero di Chantada qualche settimana fa siamo andati a trovarli con Fidel e Sissi. I nostri due barboncini.

Marco Schintu (Ufficio Pesi e Misure di Aristan

“Avrai notato quanto gli somiglia Maria Jesus, stessi occhi. Però non siamo comunisti, non siamo mai stati comunisti. Desidero solo una cosa: fate un figlio e chiamatelo Fidel”. Da FIDEL E SISSI – Editoriale di Marco Schintu (Ufficio Pesi e Misure di Aristan).

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