Capitolo 44 – Io non ho storia perché sono la storia
Di come il fenicottero racconti cosa sia la storia immortale e di come si racchiuda in un momento solo
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Una sola goccia di rosso porpora in un solo murice.
Diecimila gocce per la tunica del re.
La storia non è una goccia di sangue di murice.
Il murice viene divorato.
Io divoro murici.
Non ho storia.
Sono la storia.
Passano i regni.
Passa il tempo immutabile.
Passano uomini.
Passano gli dei.
Passano i sogni.
Passano le speranze.
Io non passo.
Sono la storia.
Non preoccuparti tu che nulla sai.
Non preoccuparti tu che nulla dici.
Sono l’uccello dalle larghe ali color porpora.
Sono la gente rossa.
Sono il popolo rosso.
Sono la storia.
Capitalizzo i miei inganni nel mio colore.
Capitalizzo i segreti svelandoli.
Capitalizzo il bene nel male.
Sono la storia.
Guardami passeggero del mondo.
Guarda il mio volo possente.
Sono il fenicio che non sono.
Sono il colore che mangio.
Sono il murice, il boccone.
Sono il vivo che beve il sangue di chi grazie ai morti vive.
Balla con me. Passeggero del mondo.
Balla con me.
THARROS. LA NASCITA DELL’OCCIDENTE
Di Antonangelo Liori
Capitolo 45 – Un buon luogo dove risorgere
Di come sia stretto il concetto di vita e quale sia il luogo più importante per attraversare un’altra dimensione
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Non so quanto possa durare ancora la mia presenza su questa terra.
Non molto io credo.
Ma quando avrò raggiunto l’ora ultima, mi farò accompagnare sino alla Domus de Jannas del paese mio e mi sdraierò davanti alla porta scolpita dai nostri antichi.
Chiuderò gli occhi e lascerò che il sonno eterno mi prenda.
Attraverserò in trance quella porta scolpita sulla roccia.
E roccia sarà.
La roccia dei sogni e della rinascita.
La pietra ha una sua essenza vitale.
Si trasforma in pane.
Si trasforma in castelli.
Si trasforma in culla.
Si trasforma in sepoltura.
Ed è quindi principio essenziale di cambiamento.
Mettetemi davanti a quella porta e andate via.
Chiudete l’ingresso della domus con un monolite in modo che nessuno assista alla trasformazione del mio corpo in puro spirito.
Qui starò, in meditazione ulteriore, passando a questa vita a un’altra vita.
E ora ragiono su cosa accadrà.
Ogni materia si scompone in energia.
Per questo motivo gli Shardana costruivano le loro opere nei luoghi dove l’energia si accumula utilizzando pietre che energia catturano e conservano.
Io lì voglio stare.
Ditelo a mia figlia che non tradisca il mio desiderio.
Voglio stare davanti a sa janna delle antiche domus, in modo da poter attraversare la pietra seguendo le indicazioni di quel grande architetto che l’universo ha costruito sulla base di una logica matematica attorno alla quale ho costruito le ragioni del mio spirito.
Chiuderò gli occhi nel momento del viaggio in modo che tutto mi appaia chiaro.
La mia vita esploderà in una danza di atomi che da soli racconteranno la mia essenza.
E così starò sempre qui.
E ovunque.
Poi portate nella mia terra ciò che resterà del mio corpo.
THARROS. LA NASCITA DELL’OCCIDENTE
Di Antonangelo Liori
Capitolo 46 – Così passa il canto del mondo
Di come il vento che attraversa i nuraghi si apra in varie geometrie per cantare l’inno delle anime che non si fermano
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Sono seduto davanti alla reggia di Barumini.
Il maestrale danza attraverso il nuraghe e le capanne, poi si infrange contro la giara di Gesturi e torna indietro per convogliare suoni.
Questo suo andare e pentirsi del suo viaggio scrive note appassionate sugli spiragli di pietra.
E io qui mi incanto ad ascoltare canzoni immortali.
I suoni non muoiono.
Si perdono nello spazio.
E poi ritornano.
E sentiamo ciò che è stato.
Immaginiamo dai loro inni ciò che sarà.
Ascolto.
Se fermo per un istante la mia ansia sento quegli antichi padri parlare nelle piazzette.
Raccontarsi le cose.
Sento risate di bambini.
E cori ancestrali.
E sento le launeddas
E su cuncordu.
Sento ciò che è stato.
E immagino ciò che sarà.
I miei antichi padri hanno parlato davanti all’eterno.
E io comprendo quanta sia nulla la mia religione dell’immantinenza.
Non si parla per sé stessi: le parole sono troppo importanti per essere sprecate.
Si parla per il mondo.
Si canta per l’eterno.
Si sogna per condividere i sogni con quelli che verranno.
Chiudo ogni canzone nella cassa armonica del mio cuore.
E attraverso il mio respiro emetto il respiro del mio sangue.
L’anima si perde nei concetti quando riusciamo a cancellare i preconcetti che la ingabbiano



