Per gli animali la guerra non è una cosa seria. O meglio, lo è talmente tanto, che fanno di tutto per evitarla.
Ben inteso, l’aggressività intraspecifica, ossia tra simili, è distribuita, nel regno animale, trasversalmente, dai polpi ai gorilla. Motivi per lottare in Natura ce ne sono principalmente due: la possibilità di riprodursi e la difesa delle risorse. Lottano i cervi, i varani, gli elefanti marini, durante la stagione degli amori. Lottano i pettirossi, gli spinarelli, gli orsi, per difendere un territorio che spesso è sinonimo di risorse vitali.
Assistere alle loro lotte è impressionante. Scontri violenti fatti di fauci spalancate, artigli usati come coltelli, versi mostruosi e schizzi di bava e sangue ovunque.
Ma la durata del combattimento è spesso breve. Dal caos di colpo si passa alla calma piatta. Così come repentinamente è iniziata, repentinamente la lotta si spegne. Il vincitore mantiene la posizione e il vinto generalmente si ritira, sulle proprie zampe, a leccarsi le ferite. La logica evolutiva è chiara. Meglio riconoscere la forza altrui ed accettare una sconfitta, che un domani potrebbe diventare una vittoria, piuttosto che ostinarsi in una lotta dagli esiti mortali.
Non è un caso che l’unica specie, oltre alla nostra, che non si sottomette a questa logica, è la specie più vicina a noi: gli scimpanzé.
Gli scimpanzé sanno essere molto violenti. Anche tra loro esistono delle vere e proprie guerre, in certi casi guerre che durano anni. Creano alleanze, imboscate, aggressioni anche mortali degne della nostra specie.
Ricerche recenti sulla popolazione di scimpanzé nel Parco Nazionale di Kibale, in Uganda, suggeriscono che la causa principale delle loro guerre sia la competizione per il controllo delle risorse, in un contesto di sovrappopolazione. Un parallelismo inquietante rispetto alla nostra specie. Ma a guardarci attentamente, non siamo uguali.
Gli scimpanzè sono sicuramente aggressivi e violenti, ma come possono esserlo dei ragazzi di bande di quartiere. A differenza degli scimpanzé, che combattono per difendere le proprie risorse, spesso le guerre tra popoli umani sono motivate dalla brama di impadronirsi delle risorse altrui. Questa spirale di violenza, nella nostra specie, sfocia così in una dinamica che non ha alcun senso evolutivo o biologico e, per questo, appare del tutto incomprensibile agli occhi della ragione.
Monica Mazzotto (Biofila di Aristan)
“Questa spirale di violenza, nella nostra specie, sfocia così in una dinamica che non ha alcun senso evolutivo o biologico e, per questo, appare del tutto incomprensibile agli occhi della ragione.” Da LA NOSTRA GUERRA – Editoriale di Monica Mazzotto (Biofila di Aristan)



