DESTINI


Editoriale del 5 marzo 2026

Mi affascina tutto ciò che è vago, incerto, approssimativo. Quella del meteorologo sarebbe stata per me la professione ideale, considerando i margini di errore insiti in ogni previsione

Sin da bambino ero portentoso nel dare valore alle cose più irrilevanti, insignificanti ed effimere. Sostenitore della classicità come fondamento della nostra cultura, assegnavo un nome adeguato ad ogni sua flatulenza, eruttazione o borborigmo, trasformandoli in fenomeni unici ed eccezionali. Così, ad esempio, parenti e amici si potevano allontanare per tempo se già una settimana prima annunciavo l’arrivo di Persefone, una scorreggia in grado di far salire la temperatura dell’aria anche di parecchi gradi, cui sarebbe subentrato nel primissimo pomeriggio Tantalo, un rutto proveniente da nord-ovest, più fresco ma carico di umidità.

Il mio destino sembrava segnato: sarei diventato un brillante meteorologo. Invece divenni quell’apprezzato editorialista che tutti conoscete ad Aristan, all’Università di Aristan intendo dire.

Marco Schintu (Ufficio Pesi e Misure di Aristan)

“Mi affascina tutto ciò che è vago, incerto, approssimativo. Quella del meteorologo sarebbe stata per me la professione ideale, considerando i margini di errore insiti in ogni previsione”. Da DESTINI – Editoriale di Marco Schintu (Ufficio Pesi e Misure di Aristan)

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