MI PENTO DI ESSERE MORTO


Editoriale del 17 aprile 2026

Il nemico invincibile dell’uomo è la morte.
È l’unico avversario che non può sconfiggere: non la guerra, non la malattia, non la sfortuna. Solo la morte. L’unica certezza, l’unica vittoria garantita contro di noi.

L’uomo si illude di annientarla immaginando di salvare l’anima in paradiso.
L’uomo fa ciò che ha sempre fatto davanti all’impossibile: inventa una favola. La chiama anima, la chiama paradiso, la chiama eternità.
Ma un mondo senza tempo — l’Eterno Riposo — fa impazzire il capitano Stormfield, uomo di mare che, dopo sei mesi in cielo senza nulla da fare, esclama: «mi pento di essere morto».

(Da Mark Twain, “Viaggio in Paradiso”)

Gianluigi Gessa (Neuroscienziato di Aristan)

“Il nemico invincibile dell’uomo è la morte.” Da MI PENTO DI ESSERE MORTO – Editoriale di Gianluigi Gessa (Neuroscienziato di Aristan)

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