Salmo 549 ALBA O TRAMONTO?


Editoriale dell'11 aprile 2026

Foto di un’alba della terra dalla missione Apollo 8 nel 1968. Foto di un tramonto della terra dalla missione Artemis II di questi giorni. 

Nel 1968 Eugenio Montale aveva commentato con una sua poesia:


 “Fine del ‘68”:

Ho contemplato dalla luna, o quasi,

il modesto pianeta che contiene
filosofia, teologia, politica,
pornografia, letteratura, scienze,
palesi o arcane. Dentro c’è anche l’uomo,
ed io tra questi. E tutto è molto strano.

Tra poche ore sarà notte e l’anno
finirà tra esplosioni di spumanti
e di petardi. Forse di bombe o peggio,
ma non qui dove sto. Se uno muore
non importa a nessuno purché sia
sconosciuto e lontano.

A distanza di quasi sessant’anni, 

è ancora più chiaro che la data del poeta non conta.

Ma l’antico salmista, anche senza foto, 

sapeva di un Altrove 

dove nessuno è sconosciuto e lontano:

«Quando vedo i tuoi cieli, opera delle tue dita,

la luna e le stelle che tu hai fissato,

che cosa è l’uomo perché te ne ricordi,

il figlio dell’uomo, perché te ne curi? (Salmo 8,4-5)

Antonio Pinna (Salmista ad Aristan)

“Ho contemplato dalla luna, o quasi, il modesto pianeta che contiene filosofia, teologia, politica,
pornografia, letteratura, scienze, palesi o arcane.” Da Salmo 549 ALBA O TRAMONTO? Editoriale di Antonio Pinna (Salmista ad Aristan)

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