È appena uscito nelle sale “Un anno di scuola”, un bel film di Laura Samani che racconta la storia di una ragazza svedese che si trasferisce al liceo di Trieste e sconvolge gli equilibri di un trio di amici maschi che si innamorano di lei. La storia trasferisce ai nostri giorni un romanzo del triestino Giani Stuparich pubblicato nel 1961. Curioso che, nel medesimo 1961, uscì un altro romanzo straordinario, “Il segreto”, indicato sulla copertina come opera di un Anonimo Triestino (oggi sappiamo che l’autore era Giorgio Voghera, ormai scomparso), e che proprio adesso è stato ristampato da Asterios. Anch’esso ambientato nel medesimo liceo Dante Alighieri di Trieste, anch’esso racconta l’infatuazione del narratore per una bella compagna di classe, anch’esso registra uno smacco perché il poveretto, timido e razionale, tutto logica e volontà ma senza istinto, seppellisce dentro sé desiderio e sentimento. Così l’autore registra con chiarezza, precisione e lucida oggettività l’autoanalisi di un pensiero prigioniero, un dolce tormento fatto di inerzia e soprassalti del cuore. La coincidenza è sorprendente, ma che Trieste sia una città magica, la più adatta a ospitare una ragazza seducente e sfuggente, carnale e metafisica, attraente e imprendibile, lo dimostra un terzo bellissimo romanzo: “Il richiamo di Alma” di Stelio Mattioni, scritto nel 1980. Dei tre il più visionario, attraversato dalla figura fantasmatica di una misteriosa splendida Alma, che appare al protagonista (e puntualmente scompare) per le vie di Trieste nell’arco intero della vita di lui, rimanendo così enigmatica da far dubitare al lettore che esista. La Edda di Stuparich, la Bianca dell’Anonimo Giorgio, la Alma di Mattioni sono l’irruzione della vita, il miraggio della felicità, la promessa di un senso, il motore dell’identità maschile, l’irraggiungibilità dell’oggetto del desiderio. Ma forse rappresentano anche Trieste, che “ha una scontrosa grazia”, come scriveva Umberto Saba: “intorno/ circola ad ogni cosa/ un’aria strana, un’aria tormentosa”.
Fabio Canessa (Preside del Liceo Olistico Qujiote di Aristan)
“La Edda di Stuparich, la Bianca dell’Anonimo Giorgio, la Alma di Mattioni sono l’irruzione della vita, il miraggio della felicità, la promessa di un senso, il motore dell’identità maschile, l’irraggiungibilità dell’oggetto del desiderio.” Da TRIESTE E UNA DONNA – Editoriale di Fabio Canessa (Preside del Liceo Olistico Qujiote di Aristan)



