Un tempo si chiamavano “mercenari”, oggi si chiamano “addetti alla security”: sono i nuovi “contractor”, ex militari assunti a 400-800 euro al giorno, che lavorano come sicurezza privata nelle zone più instabili del mondo, soprattutto nel Golfo Persico. In un articolo di Avvenire, uno di essi, Alberto, 60 anni, con un passato nella Legione straniera, descrive un mestiere ben pagato ma ad altissimo rischio, richiesto da multinazionali e compagnie petrolifere per proteggere navi, piattaforme e convogli.
La tensione nello Stretto di Hormuz è altissima: basta un colpo per provocare un disastro ambientale e politico. I contractor partono con assicurazioni milionarie, passaporti ritirati e missioni che vanno dalla protezione di infrastrutture alla consegna di medicinali a Gaza. Molti sono ex militari lasciati “a spasso” dai loro Paesi, che qui trovano riconoscimento e denaro.
Alberto racconta violenze, miserie, ospitalità inattese e soprattutto bambini come prime vittime. Nonostante l’età e i rischi, continua: «Così mi sento vivo, non saprei fare altro». In effetti, i soldi da soli non sembrano motivo sufficiente per affrontare rischi così concreti. In questa zona grigia dell’umano, la vita diventa mestiere, il mestiere diventa rischio, il rischio diventa identità. Domanda: diventa anche dignità?
Per altri soldati, un giorno, una dignità sembrò possibile.
Andarono da Giovanni Battista e chiesero:
«E noi, che cosa dobbiamo fare?»
Rispose loro:
«Non maltrattate e non estorcete niente a nessuno;
accontentatevi delle vostre paghe» (Luca 3,14).
Il profeta non poteva e non intendeva risolvere il problema dell’occupazione romana, né prevedere che la sua risposta avrebbe dato inizio — Agostino e Tommaso compresi — all’interminabile disputa sulla “guerra giusta”.
Il profeta,
senza giudicare,
senza assolvere,
solo chiedendo umanità,
ridava dignità negate
a soldati e nemici
di ieri e di oggi.
Antonio Pinna (Salmista ad Aristan)
“”…sono i nuovi “contractor”, ex militari assunti a 400-800 euro al giorno, che lavorano come sicurezza privata nelle zone più instabili del mondo, soprattutto nel Golfo Persico.” Da Salmo 554 Dove finisce e inizia la dignità – Editoriale di Antonio Pinna (Salmista ad Aristan)



