ABILITÀ INNATE


Editoriale del 5 giugno 2013

Maggio 2013, da decenni non si vedevano tante nuvole. Così numerose che ho dovuto dare una mano in terrazzo ai nostri contemplatori, impegnati a leggerne la forma. Un lavoro duro: si resta distesi per ore pancia in su a guardare il cielo, occorrono straordinarie doti di resistenza. Comunque ci provo. Vedo però solo figure amorfe sospinte dal vento, non riesco a concentrarmi. Dopo mezz’ora la testa mi gira, vengo colto dalle vertigini, desisto. Mi appoggio a Max Bi, il contemplatore di nuvole disteso sulla sedia a sdraio a fianco alla mia, che continua invece a guardare in alto e a prendere appunti. Uno con la mente sgombra. Sopra la sua testa passano veloci scarpe da alpinista, camion senza rimorchio, lumache danzanti. “Quanto pesavi alla nascita?” gli chiedo. Risponde senza esitare: ”Sei chili e duecento grammi, fu un parto eccezionale. In clinica le infermiere appesero un gigantesco fiocco celeste sulla porta della stanza di mia madre”. Capisco. Rientro in ufficio camminando all’indietro.

Marco Schintu
(Meteorologo ad Aristan)

COGLI L’ATTIMO

 

da Che cosa sono le nuvole (1967), un film di Pier Paolo Pasolini, con Totò, Ninetto Davoli, Laura Betti, Domenico Modugno; è il 4° episodio del film Capriccio all’italiana

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