ABOMINIO: SESSO E SPECCHI RIPRODUCONO GLI UOMINI


Editoriale del 19 GENNAIO 2014

Borges racconta come uno degli eresiarchi di Uqbar giudicasse gli specchi e la copula abominevoli poiché – entrambi – erano in grado di moltiplicare il numero degli uomini*. Forse tanta profondità deriva dalla spinta ancestrale a scrutare il proprio aspetto per poi cercare di modificarlo. Mimetizzarsi salva la vita e un tatuaggio, che ha significato solo per te e pochi altri, ti nasconde ancora agli occhi del mondo. L’uomo è l’unico animale che oltre ad avere il senso dell’ambiente esterno, possiede contemporaneamente quello interiore, la coscienza di essere, il senso peculiare di avere un’immagine, prima di tutto fisica, e quindi di apparire.
Non sappiamo esattamente dove si trovi nel nostro cervello l’immagine che ogni uomo ha di se stesso. Sospettiamo che si trovi nelle connessioni tra le diverse cortecce ma è solo un’ipotesi, persino debole. Quando lo scopriremo, sapremo perché modificare la propria immagine continui ad avere un ruolo così importante nell’evoluzione; sapremo forse anche perché teniamo viva quella parte del camaleonte che è ancora nascosta dentro di noi.

Luca Pani
(Psiconauta ad Aristan)
* (J.L. Borges, Tlön, Uqbar, Orbis Tertius, Finzioni – La biblioteca di Babele , Einaudi, 1955, p. 79-89)

COGLI L’ATTIMO

 

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