ALBE EPICHE


Editoriale del 09 giugno 2016

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Ogni mattina all’alba esco di casa con il cane, un imponente alano. Ancora immerso nei sogni, aspetto pazientemente che faccia le sue cose dove più gli aggrada, pretendendo ogni volta di sentirmi il più civile degli uomini, o almeno di essere considerato tale da chi mi osserva per strada mentre raccolgo e impacchetto con mani esperte la merda del mio migliore amico, fingendo rassegnazione e pazienza. In realtà un’impresa eroica. Cosa ne è della mia dignità? È questo il risultato di millenni di evoluzione della razza umana? Il massimo della civiltà, il massimo dell’umiliazione. Provo ogni volta, esaminando forma, consistenza e colore delle deiezioni, a indovinare cosa mi riserva il futuro (una scienza che si chiama cinocopromanzia). Dopo anni di puntuali osservazioni ecco cosa posso dirvi: chi raccoglie la cacca del proprio cane all’alba non si appresta a compiere nulla di epico nel corso della giornata.

Marco Schintu
(Ufficio pesi e misure di Aristan)

Chi raccoglie la cacca del proprio cane all’alba non si appresta a compiere nulla di epico nel corso della giornata.
(da ALBE EPICHE editoriale di Marco Schintu)

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