C’erano momenti nei quali, francamente, Albo era intollerabile.
Mi costrinse a togliere il coperchio dell’anguria e, mentre io la svuotavo, lui la mondava dei semi tagliandola a cubetti.
Poi riempimmo nuovamente l’anguria con i dadini e ci versammo sopra una bagna di succo, bitter e un succo di linone.
Poi sistemammo in frigorifero.
“Perché tanta fatica?”, gli domandai.
“Perché eliminiamo così il demone dell’anguria, cioè i semi, sostituendoli con maggiore dolcezza”.
Ma quando dopo cena la prese dal frigorifero gli scivolò e cadde.
Il demone, scacciato dai semi, si versò sul pavimento.


