Avevamo appena finito di fare lo strutto. Dalla cucina ci avevano gentilmente mandato moltissimo lardo di maiale che avevano ripulito di ogni filo di carne tagliandolo a pezzetti e poi mettendolo a cuocere su un pentolone.
Ero visibilmente contrariato.
“Amico mio – mi disse – mi dispiace per averti oggi schiavizzato ma come potremmo altrimenti fare le frittelle di carciofi senza friggerle nello strutto?”
“Che stupidata – gli risposi – con l’olio di oliva”.
“No, mi rispose: errore mortale. L’olio d’oliva è splendido condimento per i carciofi a crudo ma se devi friggerli questo straordinario ortaggio deve sposare il suo sapore amaro con la tenerezza della protezione del porco. Sono i particolari che rendono eccezionale il generale”.
Lui si mise a preparare la pastella.
Poi frisse.
E mentre lui friggeva io mangiavo.
“Non te ne sto lasciando neppure una”, gli dissi.
“Infatti le ho fatte per te: io ho una strana allergia allo strutto e quindi non ne conosco il sapore. Di cosa sa?”
“di strutto”, gli risposi.
E me le gustai tutte.


