Albo Valdes e lo strutto – di ANTONANGELO LIORI


Editoriale (bis) del 23 marzo 2025

Avevamo appena finito di fare lo strutto. Dalla cucina ci avevano gentilmente mandato moltissimo lardo di maiale che avevano ripulito di ogni filo di carne tagliandolo a pezzetti e poi mettendolo a cuocere su un pentolone.

Ero visibilmente contrariato.

“Amico mio – mi disse – mi dispiace per averti oggi schiavizzato ma come potremmo altrimenti fare le frittelle di carciofi senza friggerle nello strutto?”

“Che stupidata – gli risposi – con l’olio di oliva”.

“No, mi rispose: errore mortale. L’olio d’oliva è splendido condimento per i carciofi a crudo ma se devi friggerli questo straordinario ortaggio deve sposare il suo sapore amaro con la tenerezza della protezione del porco. Sono i particolari che rendono eccezionale il generale”.

Lui si mise a preparare la pastella.

Poi frisse.

E mentre lui friggeva io mangiavo.

“Non te ne sto lasciando neppure una”, gli dissi.

“Infatti le ho fatte per te: io ho una strana allergia allo strutto e quindi non ne conosco il sapore. Di cosa sa?”

“di strutto”, gli risposi.

E me le gustai tutte.

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