ANCHE IL NASO VUOLE LA SUA PARTE


Editoriale del 26 luglio 2014

Una famiglia con papà, mamma e figlio dodicenne è stata cacciata dal Museo d’Orsay di Parigi perché puzzava. Sembra una notizia da rubrica d’altri tempi “Strano ma vero”. I dettagli risultano ancora più dickensiani: i tre sono poverissimi, tanto che erano accompagnati da un assistente sociale. Proprio di fronte alle opere dell’altrettanto poverissimo Van Gogh (solo una sala con la cacciata di Adamo ed Eva dal Paradiso Terrestre sarebbe stata una location così azzeccata) alcuni visitatori, disturbati dal fetore, hanno chiamato i custodi del museo che, dopo aver rimborsato i biglietti agli indigenti maleodoranti, li hanno accompagnati alla porta. I poveretti, anziché incazzarsi, si sono umilmente scusati. L’assistente sociale invece ha protestato. Il ministro della cultura si è complimentato con il personale del museo, che “ha preservato la possibilità di quella famiglia di ritornare, in condizioni più degne”. Chi più ci ha fatto, per rimanere in tema, una figura di merda? I poveri puzzolenti, i visitatori indignati (non bastava scansarsi un po’? ma quanto puzzavano? e quanto puzzerà casa loro?), l’assistente sociale che avrebbe il compito di salvaguardare l’igiene degli assistiti, prima della loro cultura, gli inflessibili custodi o il ministro i cui testi sembrano scritti da Dario Fo? Nessuno ne esce bene. Neanche Van Gogh, le cui pennellate visionarie di genuina asprezza sociale sono ridotte alla visione esclusiva di una borghesia con la puzza sotto il naso.

Fabio Canessa
preside del Quijote, Liceo Olistico di Aristan

COGLI L’ATTIMO

 

da Vincent & Theo (1990) diretto da Robert Altman. Con Tim Roth

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