AUGURI DIEZ


Editoriale del 2 novembre 2105

Se lo frollano e se lo rimasticano sempre il mito, uomini, televisioni e giornali, cinquantacinque anni per Diego Armando Maradona e allora vediamo come se la passa, cosa passa lo sceneggiato della gloria volgare, l’algebra istintiva della bile per disegnare la distanza dal peccato, spettacolo e giudizio, ascesa e declino, che peccato, che peccato, ma che peccato. E allora eccole le cronache: orso ballerino per i turbocapitalisti di Dubai, assediato dal fisco e da un’ex rapace, blandito e annoiato dalla primavera di una ventenne, insonne, capriccioso, scheggia impazzita nelle diaboliche diplomazie della FIFA, satrapo proletario che arringa il popolo dalla tribuna del vizio e della solitudine, imbolsito grassone guevariano, genio, zimbello, sontuosissimo tamarro. Citano il patriarca di Marquez questi signori del brivido borghese, esoticamente si gingillano con la libertà per poi inchiodarla alla croce del disordine, con discrezione, con tatto consegnano la ribellione alla letteratura. Disinnescano le idee e il movimento, preferirebbero vedere Maradona crocerossino in Africa o a guidare sobriamente un’istituzione, sottintendono. Tutte stronzate. A loro la grandezza va benissimo lì, in rovina, fra le macerie, idolo derelitto a rammentare i confini del mondo. È tutto, ma cosa conta, poi, il passato. Chi viene dalla strada capisce la lingua del corpo, il dialetto dei bastardi immortali. Auguri campione.

Luca Foschi
(Inviato di guerra da Aristan\ Aristan’s war correspondent)

COGLI L’ATTIMO

 

da Maradona di Kusturica (Maradona by Kusturica 2008) film documentario diretto da Emir Kusturica

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