CAFFÈ IL VERO NETTARE DEGLI DEI


Editoriale dell'8 giugno 2014

Confesso un enorme conflitto di interessi: adoro il caffè e queste poche righe sono un’ode, un panegirico, alla migliore e più utile bevanda dell’umanità senza la quale questi editoriali non sarebbero mai stati scritti e molte delle più grandi opere della terra mai concepite né realizzate. Centinaia di milioni di litri al giorno (difficile essere più precisi), dalla mattina alla sera (se non soffrite di ansia o insonnia). Berne una “tazzurella” è un miracolo che, per fortuna, si ripete ogni volta. Solo il fatto che il sole sorga da est e tramonti ad ovest da maggiore sicurezza di sapere che appena svegli possiamo farci un buon caffè. Tecnicamente il cervello potrebbe non attivarsi sino a quando non sente l’odore della Moka, anzi si consiglia di aspirare a pieni polmoni il profumo del macinato mentre preparate la caffettiera, perché – è stato dimostrato – attiva la dopamina e da piacere già da allora. Come sempre provare per credere. E poi, in trepidante attesa su fiammella poca, una volta che è uscito, senza mai farlo ribollire e spegnendolo al primo gorgoglìo, versatelo abbondante e nero. Sedetevi tranquillamente e regalatevi questi primi cinque minuti, solo per voi, che potrebbero essere pure gli ultimi che avete in santa pace per tutta la giornata e poi gustatelo, senza zucchero per favore; l’amore per l’amaro é già dolce abbastanza.

Luca Pani
(Psiconauta ad Aristan)

COGLI L’ATTIMO

Pino Caruso in uno sketch dalla trasmissione TV Mazzabubù del 1975

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