UN PASSO INDIETRO


Editoriale del 15 gennaio 2016

Ho camminato per fare un passo indietro.
La moschea di Cordoba ha una cattedrale eretta nel suo cuore.
Fonde il conflitto culturale nella bellezza architettonica del complesso.
E io mi perdo in questa selva di colonne mentre fuori, nell’odoroso giardino di arance, parlano di integrare e disintegrare.
Fermo sul nartece della chiesa vedo un uomo dalla sottilissima figura.
Regge in mano un libro e implora a volte e ad archi: «Dio è ragione!».
Sono ora dentro un Medioevo più saggio della mia epoca.
Quello in cui un grande illuminato musulmano, Averroe, unì due mondi contrastanti con una sola parola: logos.
Comprendo che quella è la magia della Mosquita.
Non capisco però come si possa essere arrivati a tanta pace.
Faccio un altro passo indietro seguendo il mio filosofo arabo fino ad Aristotele.
Averroe decise di commentarlo e di salvarlo dall’oblio che ci sarebbe costato la radice della nostra cultura.
E grazie a lui ci arrivarono virtù e logica.
La stessa logica che per Averroe è obbligo in ogni testo sacro per capire la Verità, cioè Dio.
Dio è ragione. Aristotele la filosofia. Il Logos è bellezza.
Per Averroe nessun nartece. E’ il miracolo di chi ha fatto un passo indietro: la Mosquita nel cuore di una chiesa.

Virginia Saba
(Autostoppista ad Aristan)

COGLI L’ATTIMO

 

da Un turco napoletano (1953) diretto da Mario Mattoli. Con Totò

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