C’ERA UNA VOLTA LA RETE DELLA VITA


Editoriale del 20 settembre 2013

I microbiologi oggi studiano la potenza e le trame sotterranee di quella che chiamano la “rete della vita”, il complesso reticolare delle ife, di quei filamenti sottilissimi prodotti dai funghi che vivono in simbiosi con le radici delle piante. Grazie a questa fitta rete sotterranea alberi e arbusti comunicano tra di loro e si scambiano sostanze importanti per la sopravvivenza, formando una sorta di grande comunità di mutuo soccorso, all’interno della quale, ad esempio, se una nuova piantina non riceve abbastanza luce per la fotosintesi, lancia un segnale di aiuto, e proprio attraverso la rete riceve zuccheri e nutrienti sintetizzati dalle altre piante che svolgono un’intesa fotosintesi durante il giorno.
Da questo scambio di segnali chimici, informazione genetica e nutrienti tutti i componenti dell’ecosistema vegetale traevano vantaggio. Fino all’infausto giorno in cui una pianta idiota si rifiutò di soccorrere la sua vicina che le aveva chiesto aiuto trovandola troppo poco verde per i suoi gusti. E così facendo creò, all’interno della rete della vita, una smagliatura che finì col distruggerla.

Silvano Tagliagambe
(Epistemeudomonologo di Aristan)

COGLI L’ATTIMO

 

Help! dei Beatles in versione live (Shea Stadium and Blackpool 1965)

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