“Il denaro che rende ogni cosa equiparabile all’altra, abolisce ogni incommensurabilità, ogni singolarità delle cose.” Questa affermazione tratta dal saggio filosofico “La società della trasparenza” di Byung-Chul Han mi ha bloccato alla seconda pagina del libro. Dapprima perché mi sembrava che fotografasse efficacemente tutta la questione della dittatura del mercato che assegna il valore alle cose sulla base di un ”domanda” massificata. Poi però ho pensato a me stessa. A quante cose incommensurabili possiedo nella mia biblioteca, nel mio frigorifero, nelle mie play list, nei miei ricordi, nel mio presente. No, Byung-Chul Han, o il suo traduttore, hanno usato, credo, l’aggettivo sbagliato. L’incommensurabile non può essere abolito perché attiene esclusivamente all’anima di ciascuno, e perciò come dice il vocabolario “a fatti e grandezze che non ammettono una misura comune”. Certo l’incommensurabile ognuno lo trova in cose e luoghi diversi: il Tema di Syd dei Pink Floyd (nel brano “Shine on you crazy diamond”), il tiramisù con i savoiardi, una spiaggia deserta, lo sguardo di una persona. Dipende. Fatto sta che l’incommensurabile esiste, e ce lo possiamo permettere proprio tutti.
Marianna Vitale (Spigolatrice di Aristan)
“Il denaro che rende ogni cosa equiparabile all’altra, abolisce ogni incommensurabilità, ogni singolarità delle cose.” Da DIPENDE – Editoriale di Marianna Vitale (Spigolatrice di Aristan)



