Chi muore per difendere l’onore di un essere umano è un eroe. Chi avvampa per la dignità infangata del proprio amore è un eroe. Chi guarda il cielo per l’ultima volta sventrato dalle fucilate è un eroe. Chi è soffocato nel sapore del sangue e ha conosciuto il proprio respiro impazzire e poi spegnersi in un fremito è un eroe. Chi si batte con le parole è un eroe, perché tutti le possiedono. Chi si batte con i pugni è un eroe, perché tutti li possiedono. Sono fratelli e sorelle coloro che si battono con i pugni e le parole. Chi si batte contro una forza superiore e posa il proprio corpo sulla bilancia del tempo è un eroe. Chi nella prigione della paura trova il coraggio e urlando il proprio nome inchioda gli assassini è un eroe. La madre cui le bestie hanno artigliato il figlio è un eroe. Il padre che tace nell’ombra è un eroe. L’insegnante che vedrà una sedia vuota per il resto dei suoi giorni è un eroe. Gli uomini e le donne che abbandonano il sacro istinto della vendetta sono un eroe. La comunità che nella notte sposa le parole e i gesti del vivere nuovo è un eroe. Chi uccide e tace e si genuflette all’orrore eterno abbia in terra minuti come una moltitudine d’inferni. Chi è stato privato della dolorosa meraviglia dell’esistenza è un eroe. Per me non sei mai caduto. Ciao Gianluca.
Luca Foschi
(Inviato di guerra da Aristan\ Aristan’s war correspondent)
COGLI L’ATTIMO
Disamistade di Fabrizio De Andrè



