GIOCHIAMO?


Editoriale del 11 novembre 2015

Corrono, corrono sempre, senza motivo e in qualsiasi direzione e fanno amicizia senza chiedersi neanche il nome. Per i bambini è sufficiente condividere lo stesso gioco. Ogni tanto ne arriva uno nuovo e si inserisce perfettamente, in un ruolo che sembrava lo aspettasse, come la tessera di un puzzle si infila senza sforzo nel proprio spazietto. Cerco di ricordare quando ho cominciato a rimanere seduta sulla panchina anziché andare a correre con gli altri o quando è stata la prima volta che ho detto – Piacere – stringendo la mano a qualcuno.
Chi sei, cosa fai, dove abiti e quanti altri documenti chiediamo, cercando di preservarci da qualsiasi estraneità, sentendoci ancora tasselli ma di un mosaico adulto fatto di misure e convenzioni.
Però ancora abbiamo voglia di correre, alcuni lo fanno ogni giorno, nei parchi o in riva al mare, immersi in pensieri che pretendono solitudine. E lì accade, di solito, una piccola cosa felice: siamo in pochi e, incontrandoci, ci salutiamo; un sorriso, un buongiorno, uno scambio di battute. Così senza conoscerci, come i bambini. Perché come i bambini, in quel momento, stiamo facendo lo stesso gioco.

Genny Pignataro Atzeni
(Rabdomante ad Aristan)

COGLI L’ATTIMO

 

da Le vacanze del piccolo Nicolas (2014) diretto da Laurent Tirard

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