I PREPPERS OVVERO LO SCOUTISMO DISTOPICO


Editoriale del 25 giugno 2025

Ho preso in seria considerazione l’idea di iscrivermi all’AIP, l’Associazione Italiana Preppers. I preppers, stringi stringi, sono dei boy scout postmoderni, gente che si prepara non a emergenze qualsiasi, ma all’arrivo del Caos: blackout, pandemie, disastri climatici, collassi digitali. Uno scoutismo distopico, potremmo dire, ma sempre con lo stesso motto in testa: “Estote parati”, siate pronti.

Sia chiaro dietro il mio interesse per il prepping non c’è né ansia né catastrofismo. Semmai pragmatismo. E un po’ di senso di colpa

E poi ho già un’esperienza da guida scout, per quanto breve e improduttiva. Non perché non sapessi adattarmi alla vita spartana dei campi, in mezzo alla natura; mi sarei adattata benissimo se solo avessi avuto un motivo per farlo, se avessi trovato una ragione per giustificare la rinuncia volontaria ai confort di cui stavamo iniziando a godere: perché dormire per terra, infilata in un sacco a pelo, mentre a casa c’erano i nuovi Permaflex che avevano appena sostituito i materassi di lana?

Coi preppers però è diverso, il prepping è un esercizio di cittadinanza attiva. Inquietante, ma attiva. Si fanno corsi seri, con formatori qualificati; si acquisiscono competenze vere: affrontare un attacco hacker un’emergenza idrogeologica, una pandemia. E poi, naturalmente, si impara a rendere potabile l’acqua, a fare nodi, a prestare soccorso… Per i preppers, questi scout distopici del ventunesimo scolo, l’essere pronti non è una teorica e autocompiaciuta “filosofia” di vita, ma una regola ferrea. Bisogna sapere e avere tutto quello che serve per gestire le tante emergenze che minacciano le nostre vite.

Ma non è destino che io pratichi lo scoutismo, né utopico né distopico; dopo aver studiato sul sito dell’AIP tutto quello che un prepper deve sapere e saper fare do uno sguardo alla homepage; la pagina contiene una descrizione dei preppers che termina con queste parole: “Questi fantomatici e misteriosi preppers sono coloro che hanno abbracciato la filosofia della formica che fa le scorte per l’inverno, poiché tutti conosciamo poi la fine della cicala a cui tanto piaceva cantare”. Meglio lasciar perdere. Sarebbe un altro flop: sono da sempre una formica con il complesso di non essere cicala.

Marianna Vitale (Spigolatrice di Aristan)

“E poi ho già un’esperienza da guida scout, per quanto breve e improduttiva.” Da I PREPPERS OVVERO LO SCOUTISMO DISTOPICO – Editoriale di Marianna Vitale (Spigolatrice di Aristan)

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