Ci sono novità sul disastro ferroviario di Sodoma Alta. Il macchinista, l’unico sopravvissuto, è in carcere da ormai dieci anni. Si è sempre dichiarato innocente, sostiene di essere stato colpito a un occhio da qualcosa un attimo prima che il treno deragliasse. Nelle scorse settimane un tappo di sughero è stato ritrovato tra i binari. Gli inquirenti stanno verificando se sulla sua superficie ci sia del DNA, quello proveniente dall’umor vitreo del ferroviere, quello del suo bulbo oculare intendo dire. In quel caso finirebbe nei guai un giovane che, seduto nella sua spider davanti alle sbarre del passaggio a livello, era stato visto stappare una bottiglia di champagne proprio mentre arrivava il treno. Un incosciente: non si capisce cosa ci fosse da festeggiare, non si capiva perché fosse così felice. Stava solo mettendo a repentaglio la sicurezza del trasporto pubblico. A Sodoma Alta, lo sapete, la Giustizia trionfa. Prima o poi si paga tutto.
Marco Schintu (Ufficio pesi e misure di Aristan)
“A Sodoma Alta, lo sapete, la Giustizia trionfa. Prima o poi si paga tutto”. Da “IL TRIONFO DELLA GIUSTIZIA” – Editoriale di Marco Schintu (Ufficio pesi e misure di Aristan)



