IL PUZZLE MERAVIGLIOSO


Editoriale del 25 novembre 2012

Dopo due secoli di “letargo”, finalmente, potevo togliere i sigilli alla voluminosa Donazione Greco; racchiusa in decine di grandi casse appoggiate alle pareti dei magazzini 8, 9 e 10. Nella sua memoria, l’Accademico Pipino Greco magnificava la
donazione senza rivelarne la natura; diceva solo che proveniva da Istanbul, città in cui era giunto come ambasciatore del Regno di Sardegna e dove aveva accumulato un’immensa fortuna commerciando in ceri e candele.
Per aprire le casse chiesi aiuto all’unico accademico a portata di mano: Filippo Martinez; che accettò con riluttanza il ruolo di “uomo di fatica”. Nell’aprire le casse una dopo l’altra, con meraviglia crescente, pezzo dopo pezzo, ci apparve il più maestoso e stupendo puzzle che si possa immaginare. Con la vista annebbiata da lacrime di felicità, a metà del lavoro ci fermammo a contemplare l’incredibile scoperta. Divisa in molte parti, ma ben conservata, avevamo ritrovato una delle Sette Meraviglie del mondo antico: la statua crisoelefantina di Zeus a Olimpia! Il capolavoro di Fidia che, trasferito dalla Grecia a Costantinopoli, si considerava ormai perduto. Superata la prima sconvolgente emozione, ci interrogammo su quale destino riservare all’opera. In soli dieci minuti prendemmo una decisione: la Donazione Greco sarebbe rimasta in archivio; ricomposta nella sua imponenza in mezzo al grande chiostro centrale. Unico dubbio: saremmo riusciti a compiere l’operazione da soli?

Carlo M.G. Pettinau
(Archivista dell’Oblio)

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