Il ministro dell’Istruzione e del merito Giuseppe Valditara, tutto fiero della sua riforma che assegna al voto in condotta un valore tale da contemplare la bocciatura in caso di insufficienza, dovrebbe andarsi a rivedere (ammesso e non concesso che l’abbia visto almeno una volta) il film che Benigni ha dedicato a Pinocchio. Nel finale il burattino, diventato finalmente ragazzo vero, torna a scuola, segue i suoi compagni e saluta Geppetto ma, proprio un attimo prima che tutto si concluda, la sua ombra si distrae per seguire una farfalla, e se ne va dietro quella in cerca di nuove avventure. Nell’eco di Peter Pan che perde la sua ombra, il ragazzo diventato uno scolaro modello non perde la sua natura irriducibilmente libera e ribelle: qualcosa gli resta, per fortuna, del burattino-monello che era fino a poco prima. L’ombra che si distacca dal suo corpo e se ne va per conto proprio per inseguire la farfalla è curiosità e immaginazione, è insopprimibile indisciplina creativa. La creatività è sempre e necessariamente ribelle, perché da corpo a ciò che è assente, va alla ricerca di nuove frontiere per aprire al possibile e al pensare altrimenti. Ecco perché ha ragione a rinviare al mittente la legge approvata dalla maggioranza di governo un’esponente di Fratelli d’Italia, partito guida di quella stessa maggioranza, l’assessora all’Istruzione della Provincia autonoma di Trento Francesca Gerosa, la quale motiva in modo ineccepibile il suo rifiuto, sostenendo che la condotta non può essere un valore in sé, autonomo e autosufficiente, in quanto va fatta rientrare in un concetto più ampio, che include la partecipazione, l’impegno, il rispetto e il comportamento. Il voto è pertanto una sorta di sintesi di tutti questi aspetti, tenendo conto della capacità di relazione. Per questo a Trento e provincia non ci sarà bocciatura in caso di voto in condotta insufficiente. Ministro Valditara, in democrazia istruzione è sempre stato sinonimo di educazione, e non di imposizione: non vorrei che, di questo passo, preso dall’entusiasmo le venisse in mente di estendere ancora la denominazione del suo dicastero: Ministero dell’Istruzione, del merito e dell’imposizione.
Silvano Tagliagambe (Cronista filosofico di Aristan)



