IVANA PULIVA PER VIVERE


Editoriale del 10 settembre 2014

Ivana puliva per vivere. Ma vivere non le interessava più. Un giorno ha appoggiato al muro la scopa e lo straccio, è salita sul tetto del tribunale in cui lavorava come addetta alle pulizie (in Croazia, vicino a Zagabria) e si è lasciata cadere giù. Non è morta, il destino le ha concesso un’altra possibilità. Il suo datore di lavoro invece no: il presidente del tribunale l’ha licenziata perché ha tentato il suicidio in orario di servizio, senza esaurire i suoi compiti giornalieri. Dal punto di vista della filosofia del diritto, è un caso interessante. Magari, in punta di codice del lavoro, il licenziamento è giustificato. Ma la vicenda suscita amare riflessioni sul senso di misericordia e di giustizia. E il fatto che sia accaduta in un tribunale aggiunge un’agghiacciante coloritura simbolica. Ivana puliva per vivere: ha smesso di farlo per provare a morire. Non importa quanto la vita si sia accanita con te, troverai sempre un giudice pronto a condannare le tue debolezze. A meno che tu non riesca a confinarle nella pausa pranzo, fuori dall’orario di lavoro. Usando verso il resto del mondo la gentilezza di non lasciare conti in sospeso, così da permettere a ciascuno di continuare a ignorare i tuoi dolori, serenamente.

Giuseppe Meloni
(Serendipiterapeuta di Aristan)

COGLI L’ATTIMO

 

Il trailer di La bottega dei suicidi (2012) film d’animazione scritto e diretto da Patrice Leconte, adattato dal romanzo Le Magasin des Suicides di Jean Teulé

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